Testimonianze sull’ esperienza dell’ International Yoga Day giugno 2016

logo-en-ridQuesta pagina, in evoluzione,  raccoglie le testimonianze di chi ha partecipato e voluto inviare il suo contributo, per far conoscere e condividere questa magnifica esperienza anche a chi non ha potuto farla:

Eleonora Salvatori :
Sveglia presto come ogni mattina ma con il pensiero già rivolto ad una giornata completamente diversa, quella del mio primo International Yoga Day.
Arrivo a Roma alle 17 circa accompagnata da mio marito ed il mio piccolo ometto di tre anni.
All’arrivo si respira già un’aria diversa, la salita ai giardini con un manto di fiori ci immerge in un’atmosfera di quiete.
Saluto i miei amori che giocheranno lì intorno ed il mio piccolo mi guarda soddisfatto la maglia che mi viene consegnata all’arrivo gridando “mamma fai yoga?”
Finalmente una grande esperienza, la mia prima grande esperienza di yoga e nel giorno più importante l’International Yoga Day celebrato in tutto il mondo nell’equinozio di estate.
Pratico yoga da questo inverno e grazie alla mia splendida maestra Monica ho imparato tanto, i limiti, il respiro, il presente, e’ stata e sarà una grande guida in questo mio percorso di yoga e me ne rendo conto subito durante questa pratica collettiva.
Mi lascio andare ai suoni, alla pratica, e mi rendo conto che in questi momenti siamo tutti una cosa sola, tutti perfetti sconosciuti ma in realtà forse più amici di quelli che ci circondano nella quotidianità.
Un evento memorabile che mi ha trasmesso delle grandi vibrazioni , insieme alla consapevolezza di usare sempre la calma nell’affrontare le singole Asana e sorridere sempre.
L’OM e’ stato un unico e forte suono che vibrava in unisono dentro e fuori di noi.
Terminato l’evento siamo rientrati a Latina ed io con uno spirito nuovo, una carica nuova che solo lo yoga riesce a trasmettere ed un ricordo indelebile aggiunto a me. Il primo di una lunga serie di eventi a cui parteciperò sempre entusiasta ed emozionata.
Ho conosciuto lo yoga casualmente in un momento particolare della mia vita ma oggi so che lo yoga può migliorare il modo di reagire ed affrontare la vita ad ognuno.
Claudia Nannini:
“IL MIO 1°  INTERNATIONAL YOGA DAY 21 giugno 2016”
H7:  solita sveglia, e solito saluto al sole per dare il buongiorno ad ogni singolo muscolo.
H8  :solita colazione vegan per me e non vegan per i miei cagnoloni.
 Prende il via questa nuova giornata in un vortice di impegni e responsabilità: una vera corsa ad ostacoli!
 Oggi, però, la routine ha un sapore diverso perché una nuova esperienza bussa alla mia porta (anzi,a quella dell’Auditorium Parco della Musica): parteciperò al mio 1°  YOGA DAY, evento mondiale festeggiato in ogni angolo del pianeta già dal 2015.
H17:  eccoci finalmente qui (ed ora!), in questi splendidi giardini, noi della F.I.Y.  insieme a tanti altri amici  yoga-addicted, singoli individui uniti nel tutto, portatori sani di gioie e dolori, successi e fallimenti ma  consapevoli di noi.
 H18:  sbrigate le formalità rituali (ringraziamenti agli organizzatori tra cui l’Ambasciata Indiana) e dopo lo scioglimento articolare iniziano i RITI veri e propri.
 La tentazione di spingermi incautamente oltre il limite s’insinua nella mente ma poi penso che yoga è accettazione perciò accolgo la posizione e lascio che il respiro mi guidi. Mi accorgo che ad occhi chiusi non può esserci discriminazione né odio; perdono di valore vanità e ambizione ma forse per me, più che per altri, è un gioco da ragazzi perché lo faccio già da un po’….non lo yoga (pratico solo da 9 mesi) ma vivere ad  “occhi chiusi.”
 H21:  pervasa da una nuova luce torno a casa più  leggera (anche perché oltre che sui tappetini, c’erano cavallette anche sul buffet!), convinta che questo YOGA DAY sarà solo il 1°  di una lunga serie.

PS: un ringraziamento speciale va alla mia SHANTI PORZIA per avermi guidato con ferma dolcezza durante questo 1° anno di pratica e per essere stata per me “quel raggio di sole”.

OM SHANTI
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Alessandra Dechigi:
Il sacro mantra “OM” ha vibrato forte e a lungo.
Si è espanso, quasi denso oltre le cime degli alberi, dei palazzi intorno, oltre le nuvole.
Contemporaneamente risuonava dentro e fuori di noi. Le intenzioni individuali si sono fuse, diventando sankalpa comune.
Tutti seduti sul prato dei giardini pensili dell’ Auditorium a Roma, siamo stati in quel momento un corpo unico e potente.abitato da quel tapas che brucia ogni scoria.
Eravamo li nello yoga, con lo scopo di realizzarlo attraverso l’ esperienza diretta.
Abbiamo messo in pratica ahimsa che, come ha detto T.K.V. Desikashar ” (ahimsa) … in conclusione è condizionata dal dovere. Ognuno è chiamato a fare il suo dovere.”
Io ho sentito che tutti noi abbiamo fatto il nostro praticando, esponendoci, accogliendo e abbandonandoci al mutamento, al nuovo che si presenta in ogni momento.
Siamo nel tempo del cambiamento e il nostro ” OM”, registrato da decine di telecamere e di supporti tecnologici, lo ha testimoniato.