yoga

Verso l’infinito e oltre…

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di Alessandra Dechigi

Che emozione vivere in questo tempo! Da quando è iniziata la mia avventura con lo yoga sono cambiate tante cose.

Non si parlava tanto di yoga quando ho iniziato a praticare.

Ricordo gli sguardi attoniti di chi ascoltava i miei racconti entusiasti dopo le mie prime lezioni da allieva, scuotendo la testa, commentando a bassa voce che beh, “sappiamo che Ale è stravagante…” oppure il rifiuto convinto di chi mi vedeva ormai persa e plagiata da chissà quale setta. Poi la pacata rassegnazione alla mia proverbiale testardaggine quando ho intrapreso la scuola di formazione.

Il tempo passava e si cominciava a parlare di yoga anche nelle pubblicità commerciali.

I più curiosi hanno cominciato a fare domande e a mostrare interesse ai miei racconti.

Poi anche i medici hanno cominciato a suggerire la pratica dello yoga per limitare lo stress. Si cominciava a pensare che forse era una cosa seria…

Insomma, parlare di yoga non era più una cosa da hippy o da adepti di chissà quale circolo esoterico, anzi! Lo yoga entrava di diritto in ospedale come terapia di supporto.

Ecco che dall’oscurità sono fioriti insegnanti di tutti i tipi, influencer glamour e divi dello spettacolo che caldeggiano la pratica yoga per ogni esigenza, ma forte della sua struttura e della sua tradizione millenaria, lo yoga resta testimone del cambiamento nonostante le forzature modaiole, portando il suo messaggio di armonia a livello globale.

Ultimamente, per fare ordine in questo mare magnum di offerte, l’India ha cominciato a certificare i propri insegnanti formati da alte scuole di specializzazione e solo quest’anno si è aperta oltre-confine dando il prezioso diploma anche ad alcuni insegnanti italiani confidando nella loro formazione. Il messaggio è chiaro: divulgare lo yoga più autentico e non mistificato.

Lo yoga ritrova splendore. Se ne parla apertamente con rispetto e consapevolezza.

Il cambiamento continua, la trasformazione è ad ogni respiro ed è di pochi giorni fa l’immagine di Samanta Cristoforetti, astronauta italiana e prima donna a comandare una stazione spaziale internazionale, che pratica yoga a bordo, seguendo un corso on-line. Fantastico!

Alessandra Dechigi

Riflessioni sulla Giornata Internazionale dello Yoga

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di Alessandra Dechigi

Una volta un maestro chiese a tutti noi che pendevamo dalle sue labbra, quale fosse la cosa che tutti gli uomini desiderano e difficilmente ottengono, indipendentemente dallo stato sociale o dal luogo di nascita… “Facile” disse lui, “la pace”.

Ogni essere umano dice: ”Io voglio la pace” senza ottenerla, Perché?

“Facile” disse il maestro, “togliamo l’ego – IO- , togliamo lo sforzo legato al -VOGLIO- e cosa resta? La pace, appunto”

Le sue parole rimasero stampate nella mia mente.

Lo scorso 21 giugno ho partecipato alle celebrazioni per la Giornata Internazionale dello Yoga a Roma. Come ogni anno i preparativi sono stati impegnativi per tutti quelli che si sono resi disponibili per rendere possibile l’evento: l’Ambasciata dell’India a Roma, la Federazione Italiana Yoga, Sarvayoga International e le altre associazioni con le quali si condividono oneri ed onori da sette anni senza interruzione.

  • 2015 ci siamo radunati nei locali dell’Ambasciata. Abbiamo praticato con entusiasmo e stupore per quella “novità” alla quale eravamo chiamati a partecipare. Abbiamo gettato le basi per il cammino che ci accingevamo a percorrere.
  • 2016 il prato dei giardini dell’Auditorium ha fatto da sfondo alla pratica condotta a turno dai rappresentanti delle associazioni partecipanti, ognuna riconoscibile per le differenze formali nella pratica. La bellezza del luogo ha amplificato il piacere di essere insieme.
  • 2017 i giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica erano stracolmi di partecipanti e la lezione di protocollo è stata condotta ancora a turno dagli insegnanti che si sono avvicendati sul palco, ma la OM alta e potente è stata l’azione energica che ha decretato in ognuno di noi un momento intimo di svolta.
  • 2018 Piazza del Campidoglio. Un nastro arancio ha unito il cuore e la mente di ognuno dei praticanti. La lezione di protocollo ha avuto una sole voce e l’armonia si è sentita forte, alta, sottile. In piazza si respirava emozione ed amore.
  • 2019 Piazza del Campidoglio. Molta più partecipazione consapevole. C’è stato spazio per tutti, praticanti e curiosi. Ognuno si è sentito libero di esprimersi nella condivisione. Abbiamo vissuto insieme un momento creativo.
  • 2020 La pandemia non ha interrotto il filo che unisce. In pochissimi abbiamo praticato la lezione di protocollo con attenzione e intimità sulla terrazza che ci ha messo a disposizione l’Ambasciata dell’India. Determinazione e fiducia ci hanno fatto superare tutti gli ostacoli che ci siamo trovati a fronteggiare.
  • 2021 Castel Sant’Angelo è stato il luogo che ha permesso il ritorno alla vita, a praticare in presenza, cercando di bilanciare la sicurezza con la voglia di ritrovarsi vicini. Ci siamo sentiti accolti dalla nostra città che si stava riaffacciando timidamente alla vita abituale.
  • 2022 Castel Sant’Angelo. Roma congestionata e piena di turisti in un giorno infrasettimanale, traffico, niente parcheggi e le solite cose che ricominciano dopo così tanto tempo di stasi. Piccoli intoppi organizzativi, ritardi, caldo asfissiante, echi di guerra, crisi economica…e chi più ne ha più ne metta. Eppure, eravamo in tantissimi, sorridenti, uniti e disponibili, aperti e senza aspettative. Difficile da descrivere il clima, l’armonia che abbiamo respirato. Tutti uniti in un’unica voce, nel presente senza ego e immersi nell’ahimsa. Abbiamo respirato la pace.

Buona Estate

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di Lucia Morotti

Si è concluso per la pausa estiva il Laboratorio Yoga in Ospedale online dedicato ai pazienti oncologici, in collaborazione con l’IFO Regina Elena di Roma e la Federazione Italiana Yoga

con la pratica guidata dall’insegnante Porzia Maria Favale e la presenza delle insegnanti Alessandra Dechigi, Barbara Damiani e Francesca Desideri che ha concluso leggendo una poesia: “Sulla pazienza” di Rainer Maria Rilke.

Un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti che con i loro messaggi di entusiasmo hanno dimostrato che la pratica online ha raggiunto ottimi risultati permettendo di accorciare le distanze, offrendo la possibilità di seguire il corso ad un maggior numero di persone. Un saluto speciale da parte degli insegnanti Federali ed un augurio per una estate di luce! Vi aspettiamo con gioia per riprendere il corso ad ottobre!

Il Suono e il Silenzio all’ International Yoga Day 2021

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di Alessandra Dechigi

La vibrazione della OM ha risuonato all’ombra di Castel Sant’Angelo per celebrare la settima edizione della Giornata Internazionale dello Yoga, richiamando tanti praticanti, simpatizzanti e curiosi a quello che da sette anni è l’appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di yoga.

Tanto caldo, tanta emozione, mascherine, distanziamento, misure di sicurezza rigide, ma ha vinto su tutto la voglia di esserci e di testimoniare con la presenza di ognuno, che insieme è più bello!

Via via che le magliette venivano distribuite dallo staff dell’Ambasciata dell’India a Roma ai presenti, la piazza si è colorata di azzurro come un’onda benefica.

E’ iniziata la pratica e tutto lo stress, le paure, i timori e l’isolamento si sono allontanati.

Poi il silenzio: spazio sacro di osservazione e contemplazione che “lava la coscienza” da ogni condizionamento, restituendoci la visione del mondo come famiglia globale.

All’ombra di Castel Sant’Angelo lo yoga ha lasciato il segno.

Tratto dal Common Yoga Protocol elaborato per l’ International Yoga Day dall’ AYUSH ( India):

Mi impegno, per diventare un essere umano sano, sereno, gioioso e amorevole.

Attraverso ogni mia azione, mi sforzerò di creare un ambiente sereno e amorevole intorno a me.

Mi sforzo di rompere i limiti di quello che sono in questo momento e comprendo che il mondo intero è in me.

Riconosco l’ unione della mia vita con ogni altra vita.

Riconosco l’ unità di tutto quello che c’è.

Alessandra Dechigi

LO YOGA IN OSPEDALE IN DIRETTA NAZIONALE

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LO YOGA IN OSPEDALE IN DIRETTA NAZIONALE   di Alessandra Dechigi

Alcuni giorni fa il presidente Sergio Mattarella ha detto: “La salute femminile costituisce un bene primario e collettivo la cui tutela non deve conoscere ostacoli e limitazioni.”

Sono state queste le parole che hanno introdotto la settimana dal 19 al 25 aprile 2021 dedicata alla salute della donna.

Come ogni anno anche l’IFO Regina Elena di Roma ha partecipato all’iniziativa aggiungendo ai servizi gratuiti volti alla prevenzione, anche una settimana di eventi online orientati alla divulgazione delle molte realtà che collaborano con l’Ospedale per il sostegno dei malati oncologici.

Lunedì 19 aprile lo yoga è stato scelto come “apripista” per la diretta nazionale online dell’evento patrocianato, fra gli altri, dalla Federazione Italiana Yoga e da SARVA yoga International, utilizzando lo spazio della lezione yoga settimanale “Yoga in IFO” e rendendola parte integrante dell’evento stesso.

Rosa Sciuto, Medico Primario di Medicina Nucleare dell’Ospedale Regina Elena di Roma e Insegnante FIY, ha introdotto il tema scelto per l’evento dal titolo “Yoga, un aiuto per il benessere della donna colpita da tumore” e ha risposto alle numerose domande che via via si visualizzavano durante la diretta.

Con la sua chiarezza ed estrema competenza Rosa Sciuto ha descritto l’efficacia della pratica yoga citando studi e ricerche scientifiche pubblicate, oltre che attraverso la sua esperienza personale di medico ed è riuscita a coniugare “scienza e cuore”, essenza yogica che tanto amiamo.

Porzia Maria Favale, insegnante FIY, rappresentante FIY per la Regione Lazio e capoprogetto “Yoga in IFO”, ha condotto la lezione con lo stile e la passione che la contraddistinguono.

Porzia Maria Favale ha accolto in un “abbraccio curativo” anche chi si cimentava in una breve seduta per la prima volta, facendo pervenire in diretta note di apprezzamento e ringraziamenti su scala nazionale.

I risultati non si sono fatti attendere e a poche ore dalla diretta, la registrazione ha contato più di 16.000 visualizzazioni, innumerevoli commenti positivi e nuove richieste di partecipazione al corso “Yoga in IFO” online ogni lunedì. Grandi numeri per lo yoga di qualità!

La registrazione dell’evento è disponibile sulla pagina fb IFO Regina Elena – San Gallicano

di Alessandra Dechigi

La Crociata del Crociato

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LA CROCIATA DEL CROCIATO    di Alessandra Dechigi

In un attimo tutto è cambiato.

La borsa del mare è rimasta vicino alla porta di casa, spettatrice immobile della trasformazione di ogni progetto.

Sono scivolata e con una caduta comica e grottesca ho visto la mia rotula dislocarsi.

Istintivamente l’ho circondata con le mani rimettendola al suo posto poi…il referto: rottura del legamento crociato.

Sono passati 5 mesi da quel momento: un tempo tutto da investigare.

All’inizio c’era solo la non accettazione, la rabbia, il dolore lancinante che non mi abbandonava mai. L’immobilità forzata, la rinuncia ad ogni progetto e anche al più piccolo desiderio, mi facevano vivere il corpo come una prigione claustrofobia.

Non mi è mai successo di essere bloccata fino al punto da non potermi neanche mettermi su un fianco!

Il dolore onnipresente sembrava una di quelle sirene di allarme che annunciano la catastrofe alla quale non poter sfuggire.

La mente, l’unica a potersi muovere a piacimento, iniziava a prendere il sopravvento, aggiungendo strazio e confusione.

Così alla rabbia è seguita l’indolenza. L’azione è stata soppiantata dalla frustrazione.

Non riuscivo a rimanere a galla in una melma di emozioni contrastanti.

Sono una persona positiva ed entusiasta, credevo… ma dove ero finita?

Mi era impossibile leggere una pagina, fare un disegno, guardare un film perché la concentrazione non mi era possibile.

Le giornate erano prive di senso e senza scopo. Vedevo tutto ostile e anche le parole d’incoraggiamento e le manifestazioni di amore di tutti quelli che mi giravano intorno erano odiose e insopportabili.

Io ero prigioniera di me stessa.

Quanto è durato? Un mese lunghissimo. Poi ho conquistato la sedia a rotelle e le prime sedute di fisioterapia.

Ero terrorizzata, mi sentivo ancora di più alla mercé: ho vissuto passivamente e con fastidio l’accudimento, le decisioni di altri, il non controllo di me, del mio spazio doloroso.

Il tempo sembrava ancora più lungo e buio.

Quelle brevi uscite in macchina per raggiungere lo studio di fisioterapia le vivevo con angoscia.

Il mondo fuori era pieno di insidie alle quali non mi sarei mai potuta sottrarre autonomamente.

In quei momenti da passeggera guardavo la città dal finestrino impossibilitata a fronteggiare ogni buca, marciapiede o scalino.

Tutto il mio ego si è piegato. Poi è iniziata la trasformazione.

Una volta ho letto che le ginocchia rappresentano la volontà e l’autoaffermazione. Ci si inginocchia raramente e solo quando si riconosce qualcosa o qualcuno di superiore.

Ho cominciato a riflettere: umiltà, affidamento, accontentamento e gratitudine.

da qui è iniziata la mia “crociata”.

Finalmente ho messo a frutto le tecniche di respirazione per tenere a bada le “Erinni” che si erano impossessate della mia mente, rendendola un luogo anarchico e ostile.

La pratica ha sgretolato la rigidità e lo scudo del mio mondo ristretto. Ho cominciato ad affidarmi a chi si stava occupando di me, espirando.

Ho assorbito la generosità e l’amore che mi circondava, inspirando e lentamente tutto il mio spazio vissuto, interno ed esterno, diventava più “elastico” e permeabile.

Finalmente ho cominciato a sospirare.

Il primo libro che ho preso in mano è stata la traduzione della Chandogya Upanisad.

Se qualcuno si stava occupando del mio fisico, io solamente mi sarei potuta occupare di tutto il resto.

Ho letto, riletto, assorbito, meditato, condiviso: Tat Tvam Asi!

Non lo leggevo da tanto tempo. In fondo in fondo…non mi curavo da tanto tempo.

Ultimamente sto abbandonando anche la seconda stampella e con gratitudine sto reimparando a camminare.

Durante la visita di controllo il dottore mi ha detto che tutto sta andando come deve. Dall’incidente ci vogliono sei mesi per guarire e un anno per dimenticare.

La mia “crociata” è in pieno svolgimento.                         di Alessandra Dechigi

03 febbraio 2021 iniziano i Laboratori di Meditazione

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I Laboratori di Meditazione ( livello base ) inizieranno ONLINE

mercoledì 03 febbraio 2021, dalle ore 19:00 alle ore 21:30.

Quattro Stages  dedicati alla meditazione della durata di 2 ore e 30  ciascuno con un break di 15 minuti .

Ogni stage affronterà il tema specifico con la teoria e con la pratica.

 

 

I Laboratori saranno tenuti ONLINE in diretta dall’ Insegnante federale:

Porzia Maria Favale  ( Rappresentante della FIY per Roma e Lazio)

Yoga Mentale                   mercoledi 3 febbraio 2021         ( 19:00 – 21:30)

Psicologia                         mercoledi 24  febbraio 2021      ( 19:00 – 21:30)

Meditazione                    mercoledi 17 marzo 2021           ( 19:00 – 21:30)

Mantra                              mercoledi 7 aprile  2021             ( 19:00 – 21:30)

I 4 Laboratori di Meditazione sono inseriti all’ interno di un percorso più ampio iniziato a Novembre  2020 che è il ” Ciclo dei Sette” formato da 8 incontri . ( 7+1) .

Chi decide di frequentare il 4 Laboratori, avrà la possibilità di completare il percorso il prossimo anno e arrivare all’ attestato con una integrazione degli incontri mancanti.

Potete richiedere il programma dettagliato dei Laboratori di Meditazione  compilando il modulo di seguito:

 

Quattro laboratori dedicati per prepararsi ad affrontare adeguatamente uno dei  più discussi argomenti di questi ultimi anni da molti illustri rappresentanti della Scienza e della Medicina tradizionale. La meditazione sembra avere un effetto sull’azione dei geni, sulla loro espressione. Un team internazionale di ricercatori che opera nel Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di via Venezian a Milano, ha analizzato un gruppo di meditatori esperti, sottoponendoli a un prelievo prima e dopo una sessione di meditazione. Dalla ricerca è emerso che si inibiscono i geni dell’infiammazione e che vengono modificati anche i geni che regolano l’acetilazione degli istoni, enzimi che consentono o bloccano la lettura del Dna. E, come l’ambiente e gli stili di vita, influenzano l’epigenoma che avvolge il genoma come una capsula-filtro. Come in un computer il software rispetto all’hardware. Protezione sì, ma anche interazione. L’epigenoma è come un interruttore che accende e spegne geni in base alle sollecitazioni del micro e del macro-ambiente. Ecco allora che se il Dna del genoma è il Karma, cibo e pensiero tramite l’epigenoma possono sfidare il Karma……..( fonte : rivista NEUROSCIENZE del Corriere della Sera )

Mercoledì 11 novembre 2021: il Ciclo dei Sette

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Il Corso ” Il Ciclo dei Sette

livello base partirà ONLINE

mercoledì 11 novembre 2020  dalle ore 19:00 alle ore 21:30      

E’ ancora possibile inserirsi nel Gruppo

Il Ciclo dei Sette è un progetto nato  per permettere di avvicinarsi a questa splendida disciplina nella sua totalità , quindi con la teoria e con la pratica anche se non si può seguire un classico corso settimanale. I gruppi saranno molto piccoli ( Min. 5 Max. 10 partecipanti) per permettere all’ insegnante di poter seguire ciascun allievo anche singolarmente.

La nuova modalità ONLINE permetterà all’ allievo la frequentazione senza spostarsi da casa e in tutta sicurezza.

Il progetto è anche un valido percorso di approfondimento teorico-pratico che avvia in modo corretto al possibile inserimento nei corsi di Formazione Superiore Insegnanti di Yoga ISFIY che si tengono a Roma ogni 3 anni.

Sette stage in sette mesi e un ottavo incontro  per l’ “Unione dei Sette” con Attestato finale di partecipazione.

Un incontro al mese per trattare nella teoria e con la pratica i sette argomenti base dello Yoga classico o Hatha Yoga.

Ogni stage  sarà dedicato ad un unico argomento e avrà la durata di 2 ore e 30 con un  break di 15 minuti.

Gli argomenti che saranno trattati sono i seguenti:

Asana; Pranayama; Alimentazione; Psicologia; Yoga Mentale; Meditazione ; Mantra ; Unione dei Sette

Il corso sarà tenuto ONLINE da Porzia Maria Favale Rappresentante Regionale della Federazione Italiana Yoga e facente parte del corpo insegnanti ISFIY ( Istituto Superiore Formazione Insegnanti Yoga)

Compilare il modulo di seguito per ricevere il programma dettagliato del corso .

Il gruppo della domenica è in attesa perchè ancora non è stato raggiunto il numero minimo di partecipanti.

Il Corso ” Il Ciclo dei Sette” livello base partirà

mercoledì 11 novembre 2020  dalle ore 19:00 alle ore 21:30

Calendario degli appuntamenti:

mercoledi 11 novembre  2020                  asana

mercoledi 2 dicembre   2020                     pranayama 

mercoledi 13 gennaio 2021                       alimentazione     

mercoledi 3 febbraio 2021                        yoga mentale

mercoledi 24  febbraio 2021                     psicologia

mercoledi 17 marzo 2021                          meditazione

mercoledi 7 aprile  2021                            mantra

mercoledi 5 maggio 2021                          unione dei sette   

IL LAGO SENZA SPONDE DELLA MENTE (Yogananda)

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di Purnima Scognamiglio

Ho sempre amato soffermare lo sguardo sui dolci mutamenti del colore e dei movimenti dell’acqua del lago,nelle  varie ore del giorno e nelle diverse stagioni, osservando i miei stati d’animo e quel senso di pace a cui sempre anelo.

Ora, seduta sulla sponda del lago, mi torna in mente il mio grande Maestro: il mistico filosofo indiano Maharishi Mahaesh che molti anni fa mi ha iniziato alla Meditazione Trascendentale.

Egli paragonava il lago alla storia della vita interiore.

Le increspature dell’acqua sulla superficie rappresentano le fluttuazioni della mente conscia

(vrtti) mentre nella profondità del lago vi è il silenzio, paragonato all’inconscio.

Se le increspature dell’acqua in superficie potessero andare più in profondo e riempirsi di quel silenzio, potrebbero diventare onde potenti come le onde dell’oceano.

Simile è il processo che accade nella Meditazione Trascendentale.  L ‘attività della mente cosciente va in profondità e assorbe molto dell’attività della mente inconscia.

Con lunga e seria pratica l’attività inconscia viene  inglobata dalla mente conscia portando il meditante a cominciare ad usare l’enorme potenziale della mente.

Raggiunge così la coscienza di beatitudine, mantenendo la sua natura essenziale , propria della natura della mente, che viene perduta quando gode della gioia dei riflessi del mondo relativo, adombrata dagli oggetti della percezione, annullando lo spirito per la vita materiale.

Nella Meditazione Trascendentale la mente va nella profondità del pensiero, poi lo trascende.

Andare oltre la mente non è un’azione fisica ma significa superare i limiti della prigione che ci costruiamo da soli, schiavi del nostro Ego, che ci rende vulnerabili ad ogni contatto della vita e della realtà.

Finchè saremo concentrati sul nostro Ego, non ci sarà possibilità di crescita, di pace ed uguaglianza tra gli uomini. Non riusciremo a lasciare questa prigione di strutture psicologiche dominate dall’io, desiderando vivere in questa prigione, anzi adornandola con teorie ed ideologie.

Il contatto con i nostri simili comporta competizione, gelosia, invidia, rabbia, violenza.

Solo uno stato di umiltà può aiutarci a raggiungere il mistero della natura dell’altro, trasformando il contatto con i nostri simili, liberi dalla schiavitù dell’ Ego.

L’umiltà non è una virtù o qualità della mente, ma dimensione della coscienza.

Nell’umiltà non giudichiamo eventi e persone ma impariamo da essi.

Con il contatto con i nostri simili non vi saranno più l’ambizione e tutte le altre emozioni negative ma impariamo a conoscere l’altro e  il mistero della sua natura.

La dimensione dell’umiltà ci permette di “ascoltare e osservare” totalmente l’altro e non solo ciò che dice, evitando di rapportare le sue parole a tutto ciò che è nella nostra memoria egoica, senza giudicare o reagire.

I rapporti sono specchi in cui possiamo vedere la nostra realtà.

Riuscire a fare ciò migliorerebbe il rapporto con la nostra coscienza, spostata su un piano più alto, senza identificazioni, agendo da una visione totale e non parziale della realtà.

L’energia liberata da uno stato dell’essere privo di Ego, non legata alla mente condizionata, solo consapevole della totalità della vita, e in cui spariscono tutti gli impulsi negativi e tutte le prigioni della mente, è l’Amore che ci permette di emanare meravigliose onde di pace

Ora osservo il lago di fronte a me.

L’acqua è immobile.

Fisso lo sguardo tra le sopracciglia nel lago senza sponde della mente.

Il cerchio eterno della pace mi circonda e le sue vibrazioni invadono il vasto territorio della mia mente, riversandosi oltre i suoi argini, dilagando oltre i suoi confini, espandendosi in direzioni infinite……

                                                                                  Purnima  Scognamiglio

Si riaprono le Quattro Stagioni dello Yoga

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Dopo aver dovuto rinunciare ai due appuntamenti  primaverili di Yoga alle Terme finalmente ricominciamo con il nostro amatissimo percorso circolare:

I W.E. delle Quattro Stagioni

Il ciclo ricomincia dall’ appuntamento estivo con il solstizio d’ estate:

Estate di Yoga & Benessereche si terrà il 27 e 28 giugno prossimo venturo.

Riapriremo i nostri appuntamenti con lo Yoga in una location nuova: il Relais Villa D’ Assio ****

a circa un ‘ ora da Roma verso Rieti. Una totale immersione in una natura incontaminata , con a disposizione degli ampi spazi che garantiranno il migliore distanziamento.

Ricominceremo a respirare aria pulita e rimetteremo il nostro organismo nelle condizioni migliori prima dell’ estate.

A presto

 

 

 

Per info più dettagliate compila il modulo: