Porzia Maria Favale

Yoga alle Terme Marine 23 e 24 marzo 2019

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Yoga alle Terme….Marine!

è questa la novità di quest’ anno per il nostro amatissimo appuntamento annuale di ” Yoga alle Terme” .

 

Un tempo borgo di pescatori, Marina di Grosseto è oggi una delle più rinomate località turistiche e balneari in espansione della costa della Maremma Toscana.

La struttura delle Terme Marine si trova a pochi passi dalla spiaggia,  immersa tra le suggestioni del verde della secolare Pineta del Tombolo e l’azzurro intenso del Mar Tirreno.

Le giornate più lunghe e il clima primaverile della fine di marzo ci permetteranno anche di godere della vicinanza della spiaggia e del bellissimo mare.

La sorgente di acqua calda che alimenta le Terme , si trova tra i pini del parco dell’hotel e possiede qualità terapeutiche

riconosciute dal Ministero della Sanità. L’acqua minerale naturale denominata “Etruria” risulta avere proprietà benefiche per il trattamento delle malattie dermatologiche e vascolopatie.

 

L’Hotel Terme Marine Leopoldo II, a Marina di Grosseto, è un Hotel a 4 stelle  e si presenta come una struttura elegante e raffinata direttamente sul mare. Con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo, è circondato da maestosi pini marittimi che, nella parte retrostante, si concentrano creando un’oasi  naturale di eccezionale bellezza che utilizzeremo per alcuni momenti di pratica yoga.

La magnifica SPA dotata di sauna finlandese, biosauna , bagnoturco e docce sensoriali, completano questa bellissima struttura che ospiterà l’ appuntamento di yoga più amato dell’ anno .

Molto semplice da raggiungere , Marina di Grosseto si trova a sole 2 ore scarse da Roma in auto, e collegata molto bene anche con il trasporto ferroviario che prevede partenze da Roma quasi ogni ora.

La navetta dell’ Hotel è a disposizione per prelevare alla stazione di Grosseto chi preferirà viaggiare in treno.

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S.P.Q.R. SONO PAZZESCHI QUESTI ROMANI

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Di Alessandra Dechigi

Questa volta mi sono veramente stupita nel vedere con che entusiasmo gli yogi romani hanno risposto all’ invito di praticare insieme sabato scorso.

Alla sua quarta edizione l’evento “Aspettando il solstizio d’inverno” presso i locali dell’Ambasciata dell’India in pieno centro a Roma si è rivelato un appuntamento da non perdere.

Il pubblico è arrivato da ogni parte della città sfidando il traffico natalizio, tre fermate della metro chiuse, la zona ZTL, il parcheggio difficilissimo da trovare, il freddo pungente e inaspettato eppure…eccoli, superpuntuali, allegri, gentili, pazienti, collaborativi, animati dalla voglia di ritrovarsi.

Un bel tè speziato e bollente ha scaldato tutti e poi la magia si è rinnovata.

La sala si è riempita all’inverosimile ed è iniziata la pratica. Tutto dimenticato: lo sforzo, la distanza, il freddo, gli intoppi dell’ultimo momento.

E’ stato tutto un fluire, una condivisione gentile, un caldo abbraccio che ci ha corroborato e nutrito.

E’ bello sapere che siamo in tanti nella pace, nell’amore e nella luce.

Grazie a Fabio, Carlo, Porzia e Dorothee che hanno condotto le pratiche del mattino e del pomeriggio; a Barbara e Francesca che hanno fatto le foto; a Manuela, Monica, Raffaella e Manuela che hanno accolto ognuno dei partecipanti.

 

 

 

Grazie ad Oriana per il suo lavoro dietro le quinte.

Grazie a chi è venuto per la prima volta e grazie a chi è ritornato.

 

Vi auguro buon Natale e questo è il mio regalo.

LUCE PACE AMORE

La Pace guardò in basso e vide la guerra,

“Là voglio andare” disse la Pace.

L’Amore guardò in basso e vide l’odio,

“Là voglio andare” disse l’Amore.

La Luce guardò in basso e vide il buio,

“Là voglio andare” disse la luce.

Così apparve la Luce e brillò.

Così apparve la Pace e offrì riposo.

Così apparve l’Amore e portò Vita.

                             L.Housman

Alessandra Dechigi

 

Riflessione sull’ evento dell’ Insegnante Barbara Damiani:

” Ritrovarsi ancora insieme, un’altra volta all’ambasciata. La magia si ripete ogni volta, ci si incontra, ci si abbraccia,  si cerca di rendere l’evento un bel regalo per tutte le persone che hanno scelto di passare il sabato in modo diverso.

La consapevolezza aumenta quando incomincia a riempirsi la sala, il desiderio di praticare insieme di vivere un momento di attenzione del proprio corpo, del proprio respiro, delle proprie emozioni e sensazioni.
L’ambasciata ormai è il nostro posto magico dove ritrovare e ricaricare l’entusiasmo, dove vivere esperienza di condivisione di pratica e di amicizia. E’ bello per noi insegnanti vedere come le persone sempre più si avvicinano alla pratica Yoga con maggiore consapevolezza, con il desiderio di lasciarsi andare, di rallentare la corsa, di fare una pausa avendo cura di essere gentili con se stessi per imparare ad essere gentili anche con gli altri, aiutandosi a far emergere il principio fondamentale dello yoga AIMSHA la non violenza, il non nuocere a se stessi e anche agli altri.
L’OM  e il Gayatri Mantra che risuonano nella sala dell’ambasciata, li lascio vibrare nel mio cuore.”

Le nuvole passano, il cielo resta

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Lunedì 23 ottobre 2018, dopo una lunga pausa estiva, una speciale lezione di yoga ha dato il via al corso settimanale di yoga presso l’IFOOspedale Regina Elena a Roma

Dal 2010 la Federazione Italiana Yoga (FIY) ha attivato a livello di volontariato e all’interno di un ampio programma di umanizzazione delle cure, un laboratorio di yoga dove degenti, malati in day hospital ed ex malati, possono gratuitamente avvicinarsi alla pratica.

Il lunedì pomeriggio è diventato un appuntamento immancabile per il gruppo di allievi che frequentano la lezione tenuta dagli insegnanti federali che mettono a disposizione le loro competenze con il supporto dei volontari dell’ospedale Carla Bistoni e Antonio Chinni.

Le lezioni, oltre ad essere un supporto al benessere del corpo e della mente per i partecipanti attivi è anche un momento di condivisione con tutte le altre persone che vivono questa particolare esperienza della vita.

Il 23 ottobre, come ogni lunedì ci siamo incontrati nello spazio della Sala Congressi per praticare insieme e condividere l’esperienza.

Gli allievi hanno seguito la lezione affidandosi alla guida esperta dell’Insegnante Porzia Favale, rappresentante regionale della FIY e docente della scuola di formazione per insegnanti ISFIY.

L’attenzione al respiro, movimenti dolci e consapevoli sono stati i protagonisti della pratica dove ogni partecipante ha potuto essere profondamente se stesso oltre la malattia.

L’insegnante ha condotto gli allievi attraverso le varie fasi della pratica con amorevole accoglienza facendo sentire ognuno parte di un tutto che guarda gli ostacoli della vita come nuvole transitorie in un cielo immutabile.

La lezione di lunedì si è conclusa con visi sorridenti e mani irrigidite dalla malattia che si sono aperte, al piacere dell’esperienza appena vissuta.

di Barbara Damiani e Alessandra Dechigi

AUGURI!

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Entusiasmo, umiltà, perseveranza e coraggio sono alcuni degli auguri che tutto il corpo insegnante ha fatto ai neo-diplomati ISFIY.

 

Danila Bozzacchi, Sabrina Celi, Maria Teresa Habara e Agnese Straniero hanno ricevuto il prezioso riconoscimento dalle mani del Presidente FIY Eros Selvanizza.

La cerimonia si è svolta per la prima volta nella sontuosa cornice della sala Auditorium nella sede dell’Ambasciata dell’India a Roma, aprendo il nuovo anno del corso di formazione insegnanti ISFIY.

Oltre agli allievi erano presenti tanti insegnanti romani invitati a partecipare all’evento.

E’ stato bello incontrare tanti di noi che rinnovano l’emozione di esserci, il senso di appartenenza e lo spirito di cooperazione, contribuendo a diffondere il messaggio yogico a cui tutti siamo così legati. E’ stato un po’ come festeggiare il nostro anniversario di diplomati….!

Sono stati due giorni intensi di studio e di scambio, di lavoro e di relazioni, dove ognuno ha potuto esprimere se stesso nella piena consapevolezza di essere una squadra coesa, capace di sorprendersi ancora una volta nella meraviglia di essere insieme e ancora in cammino.

Quando siamo sopraffatti dalla stanchezza, dalla disillusione e dal dubbio, queste sono le occasioni per riprendere energia e forza.

Personalmente ringrazio tutti per essere “il mio centro di gravità permanente” (tanto per fare una citazione leggera) nel mio cammino yogico. Vi voglio fare un regalo, condividendo questa bella storia.

 

GLI DEI ESISTONO  (anonimo ungherese)

Nel ventre di una madre c’erano due bambini. Uno ha chiesto all’altro: “Ci credi in una vita dopo il parto?”

L’altro ha risposto: “E’chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi.” “Sciocchezze”, ha detto il primo. “Non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?”

Il secondo ha detto: “Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora.”

Il primo replicò: “Questo è un’assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione.”

Il secondo ha insistito: “Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico.”

Il primo ha contestato: “Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c’è nient’altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte.”

“Beh, io non so”, ha detto il secondo, “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”.

Il primo ha risposto:”Mamma, tu credi davvero a mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c’è, allora,dov’è ora?”

Il secondo ha detto: “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. E’ per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere.”

Ha detto il primo: “Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste.”

Al che il secondo ha risposto:

“A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù.”

di Alessandra Dechigi

Il Simbolo

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IL SIMBOLO  di Alessandra Dechigi
Sedute al tavolino di un bar anonimo, Porzia ed io parliamo animatamente.
L’organizzazione della Giornata Internazionale dello Yoga prende forma.
Le cose da fare sono tantissime.
Scrivo una lista.
La mia razionalità schematica mi offre regole sicure.
Il foglio si riempie.
Poi arrivano i caffè. Pausa.
Come tutte le amiche ci concediamo un po’ di follia e cominciamo a fantasticare, a scambiarci le sensazioni che ci regala questo impegno. Lo yoga al centro, al di là della pratica, al di là della forma. Le emozioni affiorano come un torrente impetuoso e nasce così, quasi per gioco, la voglia di poter riunire TUTTI nell’entusiasmo esplosivo del nostro momento ed ecco l’idea! Un nastro arancio da portare legato al polso: un simbolo.
Ho scelto con cura il nastro adatto: liscio, piacevole, allegro, sostenuto.
L’ho tagliato!
“Il mondo dei simboli è il mondo della vita. La vita lavora con i simboli e si manifesta tramite loro: ogni oggetto è un simbolo che contiene la vita.” dice Omraam Mikael Aivanhov.
Il simbolo non ha bisogno di ragione. In esso è racchiuso uno sfondo metafisico che presuppone segrete affinità, quasi una mistica contemplazione reciproca, tra il mondo visibile e il divino invisibile.
Marie-Madeleine Daiy diceva che “il simbolo crea un rapporto fra la sorgente originale dell’uomo e la sua finalità.”

Il simbolo è il filo d’oro che unisce la nostra realtà a quella iperuranica: il tempo all’eternità.

Il 21 giugno arrivo in Piazza del Campidoglio con il mio nastro arancio legato al polso. Via via che vedo gli amici, gli insegnanti e gli allievi, distribuisco il mio entusiasmo di esserci, legando un nastro arancio al polso di ognuno.
Questo gesto diventa “contagioso” e tutti vogliono un nastro arancio e… solo alcuni ne chiedono il significato. Stupiti e orgogliosi anche loro legano nastri arancio al polso dei presenti.
È bellissimo. In un attimo la Piazza è unita da un lunghissimo nastro arancio!
Anche l’Ambasciatrice Indiana,con emozionata gratitudine, accetta di essere “unita” attraverso quel nastro  allo spirito dello Yoga che si impossessa della Piazza e trasporta il suo messaggio in alto,sostenuto dal Ponentino.
Ci riconosciamo nelle nostre diversità. Pratichiamo insieme con una sola anima. È fantastico.
               Grazie a tutti       Alessandra Dechigi
“Per riuscire a capire la vita, bisogna lavorare con i simboli e, inversamente, per scoprire i simboli e comprendere tutto ciò che essi contengono, bisogna vivere la vita.”
                            O. M. Aivanhov

La Casa il luogo della fiducia

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Il 18 maggio 2018 è stata inaugurata a Roma “Casa San Raffaele”: circa 2mila mq, dieci appartamenti per un totale di 40 posti letto, sala colazioni e sala tv, modernamente arredati, per sentirsi a casa anche lontani dalla propria.

“Casa San Raffaele” nasce per aiutare e sostenere i familiari dei malati degli IFO Regina Elena – San Gallicano.

Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione San Raffaele, ente no profit nato per aiutare lo sviluppo della scienza a servizio della medicina ed è rivolto a tutti coloro che si trovano costretti a sostenere lunghe cure oncologiche lontani da casa.

Il mondo del volontariato e del no profit aiuta le famiglie provate da questo dramma nel dramma, creando e gestendo strutture in grado di accogliere chi, oltre alla malattia, si trova a dover affrontare anche ingenti sacrifici economici, senso di abbandono, solitudine e smarrimento.

La Federazione Italiana Yoga che con l’aiuto e la generosità dei suoi insegnanti, da anni offre lezioni di Yoga gratuite ai malati oncologici dell’IFO, era presente all’inaugurazione di “Casa San Raffaele” per manifestare piena solidarietà alle iniziative realizzate per i più deboli.

Invio il mio personale pensiero positivo a tutti coloro che hanno come primo e unico obiettivo quello di superare e sconfiggere la malattia.

Alessandra Dechigi

Yoga, amore ed energia

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Yoga, amore ed energia

Fa proprio bene al corpo e all’anima! Praticare yoga in un convento, meditare sulla gentilezza amorevole ed entrare in contatto con la propria energia che in inverno sembra svanire ma di fatto cambia solo “posizione”. Ebbene si, siamo proprio come un albero che si spoglia delle sue foglie, sembra inaridito ma è più vivo che mai. È semplicemente concentrato sulle sue radici e la sua linfa, e con nuovo vigore si prepara ad esprimere con più forza tutta la sua vitalità. Siamo più riflessivi e meno espansivi. Le giornate sono fredde e corte perché il sole è molto più vicino alla terra, di certo meno illuminante ma non per questo meno energetico.

Monastero benedettine di Sant'Anna - Bastia Umbra

Monastero benedettine di Sant’Anna – Bastia Umbra

Il nostro respiro è molto più vicino a Dio di quanto pensiamo e un monastero di monache benedettine è molto più aperto sul mondo e sulle esigenze quotidiane dell’umanità di quanto la nostra idea di clausura possa immaginare.

Ecco solo alcune cose che ho avuto modo di sperimentare, scoprire o meditare in due giorni trascorsi nel cuore dell’Umbria, ad un passo da Assisi. Ancora una volta ho sperimentato quanto sia importante rivolgere attenzione a se stessi, muovere muscoli dimenticati, allungare articolazioni rattrappite da pensieri negativi e limitanti per aprirsi ad una nuova amorevole gentilezza innanzitutto verso la nostra persona, e poi verso coloro che ci sono intorno, nel qui ed ora e soprattutto al ritorno alla quotidianità.

È un esperienza proposta per il solstizio d’inverno che però Porzia, l’insegnante di yoga, ci ha riproposto in questo periodo.

È così che, 2 anni fa e poi di nuovo quest’anno, ci siamo ritrovate, amiche e colleghe, ognuna con il proprio bagaglio di stress: da lavoro, da prepensionamento, da instabilità economica, da famiglie complicate, da ferite dovute ai propri percorsi di vita e di malattia, per alcune anche di tumore, che sebbene superato lascia sempre la sua bella cicatrice. Ci accomuna la certezza dell’importanza di fare un dono a se stessi, ritagliarsi uno spazio, intimo ed esperenziale, riflettere su come siamo cambiate negli anni trascorsi e come vorremmo essere negli anni a venire.

Ancora una volta prendiamo coscienza che è il respiro il grande protagonista assoluto. Abbiamo respirato, ebbene sì, come purtroppo non facciamo di solito. Ci siamo concentrate su quello che è l’atto essenziale della vita e che, nella sua apparente fievolezza, è il perno dell’energia vitale. E’ il primo atto alla nascita e da quel momento è l’impulso necessBasilica di San Francesco-Assisi ario a muscoli, visceri, cuore e mente per pulsare, drenare, connettere in un costante lavoro che rinnova ogni nostra singola cellula fino a quell che sarà l’ultimo respiro..

La location, un monastero del ‘600 con una energica Abbadessa di 39 anni, ed in aggiunta gli affreschi di Cimabue e Giotto, illustrati da un francescano siciliano in una breve visita alla basilica del santo patrono d’Italia, mi hanno aperto ulteriormente cuore e mente. Il tutto ha toccato corde profonde, di corpo e anima, su cui il mio inconscio continua a riflettere ed operare.

Elle Esse