Hatha Yoga

AUGURI!

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Entusiasmo, umiltà, perseveranza e coraggio sono alcuni degli auguri che tutto il corpo insegnante ha fatto ai neo-diplomati ISFIY.

 

Danila Bozzacchi, Sabrina Celi, Maria Teresa Habara e Agnese Straniero hanno ricevuto il prezioso riconoscimento dalle mani del Presidente FIY Eros Selvanizza.

La cerimonia si è svolta per la prima volta nella sontuosa cornice della sala Auditorium nella sede dell’Ambasciata dell’India a Roma, aprendo il nuovo anno del corso di formazione insegnanti ISFIY.

Oltre agli allievi erano presenti tanti insegnanti romani invitati a partecipare all’evento.

E’ stato bello incontrare tanti di noi che rinnovano l’emozione di esserci, il senso di appartenenza e lo spirito di cooperazione, contribuendo a diffondere il messaggio yogico a cui tutti siamo così legati. E’ stato un po’ come festeggiare il nostro anniversario di diplomati….!

Sono stati due giorni intensi di studio e di scambio, di lavoro e di relazioni, dove ognuno ha potuto esprimere se stesso nella piena consapevolezza di essere una squadra coesa, capace di sorprendersi ancora una volta nella meraviglia di essere insieme e ancora in cammino.

Quando siamo sopraffatti dalla stanchezza, dalla disillusione e dal dubbio, queste sono le occasioni per riprendere energia e forza.

Personalmente ringrazio tutti per essere “il mio centro di gravità permanente” (tanto per fare una citazione leggera) nel mio cammino yogico. Vi voglio fare un regalo, condividendo questa bella storia.

 

GLI DEI ESISTONO  (anonimo ungherese)

Nel ventre di una madre c’erano due bambini. Uno ha chiesto all’altro: “Ci credi in una vita dopo il parto?”

L’altro ha risposto: “E’chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi.” “Sciocchezze”, ha detto il primo. “Non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?”

Il secondo ha detto: “Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora.”

Il primo replicò: “Questo è un’assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione.”

Il secondo ha insistito: “Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico.”

Il primo ha contestato: “Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c’è nient’altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte.”

“Beh, io non so”, ha detto il secondo, “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”.

Il primo ha risposto:”Mamma, tu credi davvero a mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c’è, allora,dov’è ora?”

Il secondo ha detto: “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. E’ per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere.”

Ha detto il primo: “Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste.”

Al che il secondo ha risposto:

“A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù.”

di Alessandra Dechigi

Yoga e Meditazione 24 e 25 Novembre 2018

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Finalmente siamo riusciti ad organizzarlo!

Sabato 24 e Domenica 25 Novembre 2018 si terrà un seminario di Yoga straordinario dedicato ad uno degli argomenti più discussi di questi ultimi anni da molti illustri rappresentanti della Scienza e della Medicina tradizionale:

LA MEDITAZIONE

“La meditazione sembra avere un effetto sull’ azione dei geni, sulla loro espressione. Un team internazionale di ricercatori che opera nel Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di via Venezian a Milano, ha analizzato un gruppo di meditatori esperti, sottoponendoli a un prelievo prima e dopo una sessione di meditazione. Dalla ricerca è emerso che si inibiscono i geni dell’infiammazione e che vengono modificati anche i geni che regolano l’acetilazione degli istoni, enzimi che consentono o bloccano la lettura del Dna. E, come l’ambiente e gli stili di vita, influenzano l’epigenoma che avvolge il genoma. Come una capsula-filtro. Come in un computer il software rispetto all’hardware. Protezione sì, ma anche interazione. L’epigenoma è come un interruttore che accende e spegne geni in base alle sollecitazioni del micro e del macro-ambiente. Ecco allora che se il Dna del genoma è il Karma, cibo e pensiero tramite l’epigenoma possono sfidare il Karma……..( fonte : rivista NEUROSCIENZE del Corriere della Sera )

 

Abbiamo scelto con cura la location adatta e ci incontreremo al Relais Monastero San Biagio ****

    

una location di eccellenza che si trova nel cuore del Parco del Monte Subasio fra boschi secolari, immerso in un silenzio assoluto, con all’ interno una magnifica Sala Meditazione  e un Centro di Rigenerazione Benessere dove avremo anche un momento rilassante per il corpo e per la mente.

   

Saremo seguiti da due Insegnanti Federali di provata esperienza e capacità:

  Massimo Olivieri ( specializzato nelle tecniche di meditazione yogica e assistente ISFIY per la Meditazione)

e  Porzia Maria Favale  ( aiuto docente ISFIY di pranayama) .

Ulteriori informazioni sulla pagina dedicata del sito dove si può richiedere il programma dettagliato compilando il modulo di richiesta:    https://yogaromapuntoit.wordpress.com/yoga-e-meditazione/

 

 

Il Simbolo

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IL SIMBOLO  di Alessandra Dechigi
Sedute al tavolino di un bar anonimo, Porzia ed io parliamo animatamente.
L’organizzazione della Giornata Internazionale dello Yoga prende forma.
Le cose da fare sono tantissime.
Scrivo una lista.
La mia razionalità schematica mi offre regole sicure.
Il foglio si riempie.
Poi arrivano i caffè. Pausa.
Come tutte le amiche ci concediamo un po’ di follia e cominciamo a fantasticare, a scambiarci le sensazioni che ci regala questo impegno. Lo yoga al centro, al di là della pratica, al di là della forma. Le emozioni affiorano come un torrente impetuoso e nasce così, quasi per gioco, la voglia di poter riunire TUTTI nell’entusiasmo esplosivo del nostro momento ed ecco l’idea! Un nastro arancio da portare legato al polso: un simbolo.
Ho scelto con cura il nastro adatto: liscio, piacevole, allegro, sostenuto.
L’ho tagliato!
“Il mondo dei simboli è il mondo della vita. La vita lavora con i simboli e si manifesta tramite loro: ogni oggetto è un simbolo che contiene la vita.” dice Omraam Mikael Aivanhov.
Il simbolo non ha bisogno di ragione. In esso è racchiuso uno sfondo metafisico che presuppone segrete affinità, quasi una mistica contemplazione reciproca, tra il mondo visibile e il divino invisibile.
Marie-Madeleine Daiy diceva che “il simbolo crea un rapporto fra la sorgente originale dell’uomo e la sua finalità.”

Il simbolo è il filo d’oro che unisce la nostra realtà a quella iperuranica: il tempo all’eternità.

Il 21 giugno arrivo in Piazza del Campidoglio con il mio nastro arancio legato al polso. Via via che vedo gli amici, gli insegnanti e gli allievi, distribuisco il mio entusiasmo di esserci, legando un nastro arancio al polso di ognuno.
Questo gesto diventa “contagioso” e tutti vogliono un nastro arancio e… solo alcuni ne chiedono il significato. Stupiti e orgogliosi anche loro legano nastri arancio al polso dei presenti.
È bellissimo. In un attimo la Piazza è unita da un lunghissimo nastro arancio!
Anche l’Ambasciatrice Indiana,con emozionata gratitudine, accetta di essere “unita” attraverso quel nastro  allo spirito dello Yoga che si impossessa della Piazza e trasporta il suo messaggio in alto,sostenuto dal Ponentino.
Ci riconosciamo nelle nostre diversità. Pratichiamo insieme con una sola anima. È fantastico.
               Grazie a tutti       Alessandra Dechigi
“Per riuscire a capire la vita, bisogna lavorare con i simboli e, inversamente, per scoprire i simboli e comprendere tutto ciò che essi contengono, bisogna vivere la vita.”
                            O. M. Aivanhov

Lo Yoga è Donna

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LO YOGA E’ DONNA: di Alessandra Dechigi

“Là dove le donne vengono rispettate, dimorano gli dei. Là dove sono disprezzate, tutte le azioni si vanificano.”  – M.S. III, 55 –

Stiamo celebrando il quarto anno dello Yoga Day – IYD –

Domenica 17 giugno abbiamo praticato insieme sulla terrazza arroventata e nella molto più fresca sala delle conferenze messe a disposizione dall’Ambasciata dell’India a Roma.

L’organizzazione di questo evento di preparazione a quello del 21 giugno è iniziato circa un mese fa.

Ripercorrendo le fasi e i dettagli, sorrido e penso alla perfezione dell’energia che, se riconosciuta e assecondata, lega le nostre intuizioni alle nostre azioni.

Quest’anno l’evento che abbiamo proposto ha aperto le celebrazioni della settimana dello yoga, lo scorso anno è stato quello conclusivo e, come “attivista” del concetto -il caso non esiste- non mi è sfuggita l’osservazione!

L’energia che ha sostenuto l’evento di quest’anno, il quarto, è stata uniforme, consapevole e solida

 

come la forma che evoca, il quadrato. Mi viene in mente il primo chakra, la radice, la

base solida sulla quale poter costruire. Eravamo consapevoli, ordinati, uniformi e stabili.

E’ stato subito chiaro e indiscutibile che quest’anno chi avrebbe condotto le pratiche sarebbero stati due colleghi, uomini che senza esitazione hanno accettato generosamente.

Poi si è radunato il gruppo dei colleghi-collaboratori, assistenti, fotografi e, guarda caso….tutte donne. Questa separazione inclusiva mi ha affascinato. Si è formato un bel gruppo compatto e spumeggiante, pronto al confronto, solidale, interattivo ed ironico, molto serio ma mai serioso!

Arriviamo da ogni parte della città valicandone il confine esterno congestionato dal traffico del rientro dalla domenica “fuori porta”, al cuore deserto e sonnolento di una Roma afosa e distratta dalle telecronache dei mondiali di calcio.

E’ bello ritrovarsi sorridenti, insieme “nello yoga”.

Il pubblico comincia ad affluire e anche quest’anno sono tanti quelli che hanno scelto di accettare il nostro invito e condividere l’esperienza.

Arrivano sudati, già esausti dai chilometri percorsi, tutti ordinati ed entusiasti di esserci.

Si prende posto, si pratica, si suda, si partecipa, ci si aiuta, ci si ringrazia, si sorride, ci si abbraccia ci si saluta e….siamo tutte donne a parte i due conduttori delle pratiche e i sette uomini che si sono uniti al gruppo di 150 partecipanti.

“Divertente” penso. Decido che una volta a casa avrei cercato nel “mare nostrum” del web una risposta a questo fenomeno.

Come sempre trovo poco e come sempre, mi ritrovo a scartabellare nella libreria del mio studio. Sicuramente c’è una risposta da qualche parte! E trovo….

“Yoga: sostantivo sanscrito maschile”. -wikipedia-

Maschile in quasi tutte le lingue tranne che in spagnolo che è femminile….(anche il sole è maschile in tutte le lingue tranne che in tedesco che è femminile!)

“Fino a 40 anni fa lo yoga è stato appannaggio quasi esclusivo degli uomini che lo hanno praticato e diffuso. Ora la situazione si è capovolta” -M.Eliade-

E poi…

“La natura voleva che fosse la donna il suo capolavoro” -J.Ruskin-

“Lo yoga richiede molta elasticità e in questo il corpo delle donne è adatto allo scopo.” -B.K.S. Iyengar-

“Lo yoga è benefico sia per gli uomini che per le donne, ma le donne hanno bisogno dello yoga poiché le responsabilità che la natura ha loro imposto sono maggiori.” -G.S.Iyengar-

Risulta naturale per le donne partire dalla propria fisicità per trovarci dentro un linguaggio molto più profondo e simbolico. La vita è un miscuglio di felicità e infelicità, lo yoga è in grado di affrontare gioia e dolore con equanimità. Mi chiedo: “Questo le donne non lo sanno già da sempre?”

Impegniamoci nello yoga per imparare ed insegnare a “partorire” una coscienza nuova.

Alessandra Dechigi

 

 

Settimana dello Yoga

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Anche quest’anno la FIY è uno dei partner dell’Ambasciata Dell’ India a Roma per le celebrazioni della settimana dello yoga.

Domenica 17 giugno alle ore 18.30 presso i locali dell’Ambasciata Dell’ India a Roma, in ‘ via XX Settembre 5, si terrà una lezione aperta dal titolo:

ASPETTANDO IL SOLSTIZIO D’ESTATE: “Surya Namaskar” quale migliore pratica per entrare profondamente in contatto con l’energia del sole?

Conducono la pratica gli Insegnanti :

Massimo Olivieri e Oreste Gallone.

Per l’ organizzazione e la coordinazione dell’ evento:

 Alessandra Dechigi  e  Porzia Maria Favale

A tutti coloro che desiderano partecipare chiediamo di inviare:

  nome, cognome, telefono e e-mail scrivendo a

yogaroma@yogaroma.it.

L’ingresso in Ambasciata è consentito esclusivamente a coloro che avranno inviato la richiesta e che compariranno sugli

elenchi che saranno inviati direttamente agli insegnanti federali responsabili dell’evento.

Ricordiamo che la partecipazione alla lezione sarà per i primi 200 iscritti che si presenteranno puntuali all’ appuntamento.

Vi aspettiamo numerosi!

Om

KRIA YOGA

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Di Alessandra Dechigi:

Ero sul treno di ritorno da Assisi e già avevo voglia di scrivere qualcosa sul Congresso Federale appena concluso. Poi si sa, la cosiddetta vita “ordinaria” mi ha ripresa, assorbita e distratta. Così ho passato questi giorni affaccendati, con mille immagini e sensazioni che mi rimbalzavano nella mente. Si, si proprio lei, la mente, quella che i conferenzieri intervenuti al congresso di Assisi hanno descritto, analizzato, sezionato.

Ora eccomi qui a riempire queste righe con ciò che ho vissuto e con la voglia di condividerlo.

Questa volta non sono partita come semplice partecipante, ma con un ruolo: avrei condotto le pratiche del mattino e della sera. Non nego che il cuore batteva più velocemente e che il mio senso di rigorosa autocritica giocava a mio sfavore; così mi sono preparata diligentemente quattro lezioni complete e curate in tutti i particolari. Sono partita con appunti meditati e studiati nel dettaglio.

PRONTA

Swami Atmapriyananda ha detto che quando ricordiamo, il tempo passato diventa vivo nel presente. Ciò che ho vissuto infatti è reale e concreto e mi suscita emozioni vive che mi stimolano ad investigare dentro me stessa e al senso di ciò che faccio.

Assisi mi ha accolto come ogni volta immobile, nel suo tempo sospeso e nel suo spazio antico.

Mi è stata assegnata una sala dal nome evocativo: “Loto”.

Stendo il mio tappetino e accolgo chi arriva per partecipare alla pratica. Immediatamente la sala si riempie oltre misura. I tappetini si toccano coprendo tutta la superficie disponibile. Siamo vicinissimi e tutti gli sguardi aspettano che io faccia la prima mossa.

Non posso fare niente di quello che avevo preparato perché manca lo spazio fisico. Tutti i miei appunti sono inservibili, accantonati.

Respiro profondamente, raccolgo me stessa e senza “mente” mi affido e inizio la pratica.

Ogni esercizio, ogni gesto, ogni parola sgorgano spontaneamente scorrendo in un flusso caldo e armonico.

La lezione è terminata e ricevo frasi di generoso apprezzamento e gratitudine.

Anche io sono grata, stordita e felice.

Tutto si ripete per le volte successive con partecipanti sempre più numerosi e diversi. Tanti sono stati quelli che con entusiasmo mi hanno chiesto una copia della pratica per proporla ai loro allievi, sicuri che io avessi seguito uno schema progettato con cura!

Una volta di più ho profondamente sperimentato l’insegnamento yogico.

Mentre scrivo sento il valore di ciò che Patanjali chiama Kria Yoga: ho concentrato la mia energia, quello che so di me e mi sono affidata alla perfezione divina, certa che se ero lì, c’era un motivo e che non poteva andare che bene.

Sono veramente grata per questa esperienza e vi regalo l’unica cosa che ho utilizzato dei miei appunti: una breve poesia che ho letto alla fine della pratica di domenica mattina:

DUE GOCCE D’ACQUA

Caddero, due gocce

gemelle

d’acqua piovana,

sullo stesso petalo,

insieme.

Oh, quale fortuna,

dopo tanto precipitare,

ritrovarsi sulle ciglia di un fiore

e vedere le povere sorelle

annegare nel fango,

senza onore.

Ebbero tuttavia da litigare

su quale delle due

sarebbe stata preferita

dal fiore,

più vicina al suo cuore.

Che futile battibeccare!

trascorso il temporale,

bastò il primo raggio di sole

a farle evaporare.

                                                                                                         articolo di : Alessandra Dechigi

foto di: Laura Romani

Yoga, amore ed energia

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Yoga, amore ed energia

Fa proprio bene al corpo e all’anima! Praticare yoga in un convento, meditare sulla gentilezza amorevole ed entrare in contatto con la propria energia che in inverno sembra svanire ma di fatto cambia solo “posizione”. Ebbene si, siamo proprio come un albero che si spoglia delle sue foglie, sembra inaridito ma è più vivo che mai. È semplicemente concentrato sulle sue radici e la sua linfa, e con nuovo vigore si prepara ad esprimere con più forza tutta la sua vitalità. Siamo più riflessivi e meno espansivi. Le giornate sono fredde e corte perché il sole è molto più vicino alla terra, di certo meno illuminante ma non per questo meno energetico.

Monastero benedettine di Sant'Anna - Bastia Umbra

Monastero benedettine di Sant’Anna – Bastia Umbra

Il nostro respiro è molto più vicino a Dio di quanto pensiamo e un monastero di monache benedettine è molto più aperto sul mondo e sulle esigenze quotidiane dell’umanità di quanto la nostra idea di clausura possa immaginare.

Ecco solo alcune cose che ho avuto modo di sperimentare, scoprire o meditare in due giorni trascorsi nel cuore dell’Umbria, ad un passo da Assisi. Ancora una volta ho sperimentato quanto sia importante rivolgere attenzione a se stessi, muovere muscoli dimenticati, allungare articolazioni rattrappite da pensieri negativi e limitanti per aprirsi ad una nuova amorevole gentilezza innanzitutto verso la nostra persona, e poi verso coloro che ci sono intorno, nel qui ed ora e soprattutto al ritorno alla quotidianità.

È un esperienza proposta per il solstizio d’inverno che però Porzia, l’insegnante di yoga, ci ha riproposto in questo periodo.

È così che, 2 anni fa e poi di nuovo quest’anno, ci siamo ritrovate, amiche e colleghe, ognuna con il proprio bagaglio di stress: da lavoro, da prepensionamento, da instabilità economica, da famiglie complicate, da ferite dovute ai propri percorsi di vita e di malattia, per alcune anche di tumore, che sebbene superato lascia sempre la sua bella cicatrice. Ci accomuna la certezza dell’importanza di fare un dono a se stessi, ritagliarsi uno spazio, intimo ed esperenziale, riflettere su come siamo cambiate negli anni trascorsi e come vorremmo essere negli anni a venire.

Ancora una volta prendiamo coscienza che è il respiro il grande protagonista assoluto. Abbiamo respirato, ebbene sì, come purtroppo non facciamo di solito. Ci siamo concentrate su quello che è l’atto essenziale della vita e che, nella sua apparente fievolezza, è il perno dell’energia vitale. E’ il primo atto alla nascita e da quel momento è l’impulso necessBasilica di San Francesco-Assisi ario a muscoli, visceri, cuore e mente per pulsare, drenare, connettere in un costante lavoro che rinnova ogni nostra singola cellula fino a quell che sarà l’ultimo respiro..

La location, un monastero del ‘600 con una energica Abbadessa di 39 anni, ed in aggiunta gli affreschi di Cimabue e Giotto, illustrati da un francescano siciliano in una breve visita alla basilica del santo patrono d’Italia, mi hanno aperto ulteriormente cuore e mente. Il tutto ha toccato corde profonde, di corpo e anima, su cui il mio inconscio continua a riflettere ed operare.

Elle Esse

Aspettando il Solstizio d’ Inverno , Ambasciata dell’ India a Roma 09 e 10 dicembre 2017

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Di Alessandra Dechigi

Sembrava che arrivassero in sordina, silenziosi, quasi titubanti.

Ci siamo salutati sottovoce e abbiamo steso i tappetini ordinatamente nella sala congressi dell’Ambasciata dell’India a Roma, luogo ormai familiare.

La pioggia, il traffico e il lungo fine settimana dell’Immacolata, non hanno fermato la voglia di esserci, di essere presenti e testimoni della seconda edizione dell’Evento “Aspettando il solstizio d’inverno”. Leggi il seguito di questo post »

Yoga ed Energia 20 e 21 Gennaio 2018

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Abbiamo accolto le richieste di chi non era riuscito ad entrare nel w.e. di Yoga ed Energia del 02 e 03 dicembre 2017 e replicato lo stage, sabato 20 e domenica 21 gennaio 2018

Yoga ed Energia

Sabato 20 e Domenica 21 gennaio 2018, ci ricaricheremo di energie positive e benefiche per il corpo e la mente, per affrontare nel modo migliore il nuovo anno!

L’ appuntamento  è in uno dei  luoghi più amati da noi tutti , saremo infatti ospitati presso il Monastero Sant’ Anna a Bastia Umbra ( Assisi)  .  Un luogo particolarmente affascinante, dedicato da secoli alla meditazione e alla preghiera , all’ interno del quale si lavora circondati da Energie particolarmente profonde e percepibili. Leggi il seguito di questo post »

Sessioni di Yoga al Cop23 a Bonn

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Le sessioni giornaliere di yoga sono state l’hit inaspettato ai recenti colloqui sul clima del Cop23 a Bonn ( Ventitreesima conferenza dell’ ONU sui cambiamenti climatici per supportare gli accordi di Parigi) . La richiesta dei delegati era così alta che gli organizzatori (la delegazione indiana) hanno esaurito le stuoie.

Lo yoga è una via accessibile alla consapevolezza e potrebbe essere uno strumento fondamentale per chi è esposto all’emergenza ambientale.

L’American Psychological Association (APA), è solo una delle organizzazioni che mettono in guardia  sul pesante bilancio psicologico del cambiamento climatico. Tra le persone  considerate  vulnerabili ai cosiddetti traumi climatici e allo stress vi sono quelli che lavorano direttamente con i dati e le politiche sui cambiamenti climatici. Leggi il seguito di questo post »