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Ciao Nazzarena

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E’ venuta a mancare la nostra collega Nazzarena Ducci.

Molti di noi la ricordano quando era insegnante di yoga mentale dell’ISFIY di Roma.

Le sue lezioni hanno lasciato una traccia importante in chiunque le abbia seguite.

Il suo insegnamento severo e attento ai dettagli linguistici, esigeva presenza e disciplina da parte degli allievi che otteneva attraverso la sua voce sottile e la fisionomia minuta in contrasto con la sua fortissima determinazione.

L’averla conosciuta ed averla avuta come insegnante è senza dubbio un grande arricchimento pari al dolore di averla persa.

Ciao Nazzarena.

I funerali si terranno sabato 3 dicembre alle ore 11.00 a Genzano di Roma nella Chiesa della SS. Trinità.

Per chi vuole darle un ultimo saluto a Roma, la camera ardente sarà aperta venerdi 2 dicembre presso la Casa di Cura Nuova Villa Latina.

E’ ricominciato il corso Yoga in IFO

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   di Alessandra Dechigi

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente vivere.”

Dalai Lama

Il vasto gruppo di YOGA IN IFO si è riunito lunedì 3 ottobre per la prima lezione di yoga online riservata a pazienti oncologici.

L’inizio del corso 2022/2023 era attesissimo e da giorni ci si dava appuntamento per ritrovarsi e per conoscere i nuovi partecipanti, utilizzando la chat di gruppo.

E’ importante avere uno spazio dedicato e protetto dove poter condividere tempo di qualità e sostenersi quando è necessario. Questo è ciò che accade ogni lunedì dalle h:15.00 alle 15.45 collegandosi online. Per aderire basta mandare una mail a fiyogaifo@gmail.com e chiedere informazioni!

Quello che dieci anni fa era solo un esperimento è diventato una realtà concreta che si è realizzata con l’impegno di tutti, allievi fiduciosi, insegnanti preparati e una struttura ospedaliera che mette la persona al centro della cura.

Anche quest’anno le lezioni si svolgeranno online e qualora le condizioni sanitarie lo consentano, riprenderemo le lezioni in presenza mantenendo comunque il corso online per permettere anche a chi ha difficoltà a raggiungere il Regina Elena, di seguire comunque le lezioni.

Facciamo nostre le bellissime parole del Dalai Lama e viviamo!

Alessandra Dechigi

COMUNICATO STAMPA

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Siamo lieti di informare che tutta l’equipe di insegnanti della federazione Italiana Yoga è pronta per la riapertura del corso di YOGA ONLINE 2021-2022 rivolto ai pazienti IFO.

La prima lezione è fissata per il 4 ottobre 2021 alle ore 15.00.

Chiunque fosse interessato a partecipare alla lezione online può scriverci all’indirizzo fiyogaifo@gmail.com per avere tutte le informazioni desiderate.

La lezione settimanale sarà ogni lunedì dalle h:15.00 alle h:15.45.

Non vediamo l’ora di rivederci tutti insieme per questa nuova avventura!

Lo staff di YOGA IN IFO

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E’ finita la pausa estiva.

Con ancora l’odore di crema solare sulla pelle siamo pronti a ricominciare l’esperienza di insegnamento e condivisione dello yoga con rinnovata energia ed entusiasmo.

Sembra ieri che Castel Sant’Angelo si tingeva di azzurro per la giornata internazionale dello Yoga!

Riapre il corso online per pazienti oncologici dell’ospedale Regina Elena per il momento solo online a seguito dei protocolli anti Covid ancora in atto.

Il riscontro che abbiamo avuto dagli allievi che hanno partecipato lo scorso anno, ci fa riflettere sulla grande opportunità che la tecnologia ci offre in tutti quei casi in cui ogni spostamento sia compromesso da problemi di salute.

In una città come Roma le distanze mettono a dura prova chiunque con il traffico e i problemi di parcheggio e la lezione online diventa un sostegno e una possibilità importante.

Siamo contenti di esserci misurati con l’avventura dello yoga online riuscendo a coglierne il senso profondo oltre ogni “diffidenza tradizionalista”.

Alessandra Dechigi

Ci ha lasciato la nostra amica e collega Dorothee Hock

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Ci ha lasciato la nostra amica e collega Dorothee Hock.

Di lei ricorderemo la sua discrezione e il suo sorriso aperto e disponibile.

Ci uniamo alla famiglia esprimendo le condoglianze da parte di tutte noi colleghe/i del portale Yogaroma.

BUON ANNIVERSARIO A TUTTI NOI

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di Alessandra Dechigi

E’ scoccato il primo decennio!

Già, ci accorgiamo del tempo trascorso guardando le foto e scoprendo qualche nuova ruga o qualche capello bianco ma l’energia, quella, non invecchia!

Il motore è alimentato dalla passione, dalla soddisfazione, dalla riconoscenza, dall’impegno e dalla gratitudine; insomma dall’amore!

Si perché a nutrire questi primi dieci anni passati insieme c’è il grande amore per lo yoga, che si rinnova e si moltiplica senza soluzione di continuità, condividendo momenti unici e scambi indimenticabili.

I seminari esistono perché ci sono le richieste e le richieste ci sono perché la “sete” di approfondimento si rinnova di stagione in stagione, producendo un dialogo vivo e dinamico.

Il grande filosofo R. Panikkar scrive: Un TU è indispensabile perché ci sia un IO e viceversa. La realtà è tale perché si autocrea continuamente attraverso il dialogo.

Continuiamo a dialogare allora, affinché la realtà sia feconda ed interessante!

Il Suono e il Silenzio all’ International Yoga Day 2021

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di Alessandra Dechigi

La vibrazione della OM ha risuonato all’ombra di Castel Sant’Angelo per celebrare la settima edizione della Giornata Internazionale dello Yoga, richiamando tanti praticanti, simpatizzanti e curiosi a quello che da sette anni è l’appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di yoga.

Tanto caldo, tanta emozione, mascherine, distanziamento, misure di sicurezza rigide, ma ha vinto su tutto la voglia di esserci e di testimoniare con la presenza di ognuno, che insieme è più bello!

Via via che le magliette venivano distribuite dallo staff dell’Ambasciata dell’India a Roma ai presenti, la piazza si è colorata di azzurro come un’onda benefica.

E’ iniziata la pratica e tutto lo stress, le paure, i timori e l’isolamento si sono allontanati.

Poi il silenzio: spazio sacro di osservazione e contemplazione che “lava la coscienza” da ogni condizionamento, restituendoci la visione del mondo come famiglia globale.

All’ombra di Castel Sant’Angelo lo yoga ha lasciato il segno.

Tratto dal Common Yoga Protocol elaborato per l’ International Yoga Day dall’ AYUSH ( India):

Mi impegno, per diventare un essere umano sano, sereno, gioioso e amorevole.

Attraverso ogni mia azione, mi sforzerò di creare un ambiente sereno e amorevole intorno a me.

Mi sforzo di rompere i limiti di quello che sono in questo momento e comprendo che il mondo intero è in me.

Riconosco l’ unione della mia vita con ogni altra vita.

Riconosco l’ unità di tutto quello che c’è.

Alessandra Dechigi

LO YOGA IN OSPEDALE IN DIRETTA NAZIONALE

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LO YOGA IN OSPEDALE IN DIRETTA NAZIONALE   di Alessandra Dechigi

Alcuni giorni fa il presidente Sergio Mattarella ha detto: “La salute femminile costituisce un bene primario e collettivo la cui tutela non deve conoscere ostacoli e limitazioni.”

Sono state queste le parole che hanno introdotto la settimana dal 19 al 25 aprile 2021 dedicata alla salute della donna.

Come ogni anno anche l’IFO Regina Elena di Roma ha partecipato all’iniziativa aggiungendo ai servizi gratuiti volti alla prevenzione, anche una settimana di eventi online orientati alla divulgazione delle molte realtà che collaborano con l’Ospedale per il sostegno dei malati oncologici.

Lunedì 19 aprile lo yoga è stato scelto come “apripista” per la diretta nazionale online dell’evento patrocianato, fra gli altri, dalla Federazione Italiana Yoga e da SARVA yoga International, utilizzando lo spazio della lezione yoga settimanale “Yoga in IFO” e rendendola parte integrante dell’evento stesso.

Rosa Sciuto, Medico Primario di Medicina Nucleare dell’Ospedale Regina Elena di Roma e Insegnante FIY, ha introdotto il tema scelto per l’evento dal titolo “Yoga, un aiuto per il benessere della donna colpita da tumore” e ha risposto alle numerose domande che via via si visualizzavano durante la diretta.

Con la sua chiarezza ed estrema competenza Rosa Sciuto ha descritto l’efficacia della pratica yoga citando studi e ricerche scientifiche pubblicate, oltre che attraverso la sua esperienza personale di medico ed è riuscita a coniugare “scienza e cuore”, essenza yogica che tanto amiamo.

Porzia Maria Favale, insegnante FIY, rappresentante FIY per la Regione Lazio e capoprogetto “Yoga in IFO”, ha condotto la lezione con lo stile e la passione che la contraddistinguono.

Porzia Maria Favale ha accolto in un “abbraccio curativo” anche chi si cimentava in una breve seduta per la prima volta, facendo pervenire in diretta note di apprezzamento e ringraziamenti su scala nazionale.

I risultati non si sono fatti attendere e a poche ore dalla diretta, la registrazione ha contato più di 16.000 visualizzazioni, innumerevoli commenti positivi e nuove richieste di partecipazione al corso “Yoga in IFO” online ogni lunedì. Grandi numeri per lo yoga di qualità!

La registrazione dell’evento è disponibile sulla pagina fb IFO Regina Elena – San Gallicano

di Alessandra Dechigi

Insegnamenti senza tempo…

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” E’ il tempo migliore, è il tempo peggiore;

è l’ epoca della saggezza, è l’ epoca della follia;

è il tempo della fede, è il tempo del dubbio;

è la stagione della luce, è la stagione delle tenebre;

è la primavera della speranza, è l’ inverno della disperazione;

fronteggiamo mille cose, affrontiamo anche il vuoto;

stiamo salendo in cielo,

stiamo discendendo dall’ altra parte…”

Esattamente 8 anni fa il 29 settembre del 2012 all’ età di 96 anni Nan Huai-Chin lasciava questo mondo. Nan Huai-Chin era un insegnante spirituale della Cina contemporanea. È stato considerato da molti come la principale forza nel risveglio del buddismo cinese. Mentre Nan era considerato da molti in Cina uno dei più influenti insegnanti buddisti del Chan, era poco conosciuto al di fuori della sfera culturale cinese. Di seguito trascritto uno dei suoi discorsi più significativi e ancora attuali.

Nel mondo odierno, grazie allo sviluppo materiale promosso dall’ Occidente, si conduce un’ esistenza agiata, si abitano case comode, si circola ovunque facilmente.

A prima vista, sembra un’ epoca felice; eppure, lottiamo in una società competitiva, abbiamo paura di guerre micidiali, affoghiamo in un mare di desiderio incessante. Viviamo in realtà in un tempo di grande dolore mai conosciuto dalla storia umana. In questo contrasto di profusione materiale e di penuria spirituale, l’ uomo si trova a fronteggiare una grande crisi esistenziale.

Possiamo forse sentirci disarmati. ma non disperiamoci abbiamo la possibilità e la responsabilità di perpetuare le saggezze antiche che favoriranno lo sbocciare della nuova generazione. Per portare sulle nostre spalle la trave che servirà a costruire il ponte fra passato e futuro, dobbiamo rinnovare le fonti spirituali antiche dell’ Occidente e dell’ Oriente. Scegliere coloro che ci riveleranno un cibo spirituale per completarci, per arricchirci a vicenda. Dobbiamo favorire lo scambio fra le due culture in modo da affrontare tutti insieme la grande crisi dell’ umanità.

Per trattare i problemi attuali del pianeta quali l’ ambiente, la penuria di risorse naturali e la pace mondiale, vi propongo, all’ alba dei miei novant’ anni, un modo per procedere che mi sembra universale.

Prendiamo attentamente in considerazione una regola cosmica fondamentale: il cambiamento, la mutazione.

Prendiamo coscienza che la legge della natura, il Dharma del cosmo, la routine delle vite, subiscono tale regola. Nel mondo materiale e spirituale non c’è nulla che non cambi. Dobbiamo cogliere il principio di questa mutazione e seguirne il corso. Non seguitelo soltanto, abbiate anche la saggezza di prevederlo, di prepararlo, e di precederne le conseguenze.

La saggezza del Dao dice che nella corrente della vita non dobbiamo fare altro che seguirne il corso naturale. Se volete fermare il torrente impiegando la forza, perderete la vostra energia. Se andate contro la corrente, annegherete. I daoisti proseguono in questo modo:” Seguite il corso della vita, canalizzate il torrente, sarete trascinati nel buon senso, trarrete beneficio dalle cose senza difficoltà”.

A tutti coloro che vogliono consacrare la vita a preservare la natura, a rendere migliore il futuro del genere umano, va il mio invito a definire bene questo principio di mutazione e a trovare poi le proprie strategie…

Laozi diceva:” Giunto all’ estremo del vuoto, fermamente radicato nella quiete, mentre diecimila esseri nascono in un solo slancio, contemplo il ritorno. Gli esseri prosperano a gara, ma ritornano sempre alle radici. Ritornare alla propria radice è la quiete”.

Nel cambiamento, la quiete…

E’ facile perdersi nell’ uno dimenticando l’ altra. Ci sfiniamo a movimenti inutili, consumiamo tutte le nostre risorse naturali, sprechiamo le nostre energie in ogni sorta di eccessi, di lussi. Per mantenere in buona salute corpo e spirito, è indispensabile coltivare l’ arte del rimanere nella quiete.

Laozi diceva: ” Riuscite ad accordare il vostro corpo e la vostra anima affinchè procedano all’ unisono e non si separino? Riuscite a respirare il più profondamente possibile, il più armoniosamente possibile come un neonato?”.

Plachiamo la nostra agitazione, ritroviamo la pace, distesi come neonati. Ecco due metodi semplici.

-Le posizioni della meditazione possono avere novanta varianti. Ciò che importa non è la posizione ma lo sguardo all’ interno di sè, come uno specchio di ciò che accade nella vostra mente. Nella meditazione, la quiete.

-il canto del mantra vi aiuterà ugualmente a mettervi in comunicazione con la pace interiore. Udito il canto, ritornerete naturalmente alla calma. Se siete in alta montagna o nel deserto e intonate un mantra, la serenità che vi pervade si commuoverà fino alle lacrime. Non saranno lacrime di pena, ma di beatitudine, di gratitudine. Il vostro intero corpo si apre come un fiore, le preoccupazioni svaniscono.

Nella solitudine, la quiete.

In Cina, la parola che disigna la vita è ” Shengming”: ” Sheng” significa tutto ciò che racchiude la vita. ” Ming” tutto ciò che ha un’ anima. Ne parla il Buddha: corpo e anima sono uniti, sono uno. A che cosa ci conduce questa “vita”? Quali sono i suoi valori?

Sempre in Cina , un vecchio motto dice:” La vita è più leggera di una piuma, la morte più pesante di una montagna”. La tradizione antica influenza ancor oggi i paesi asiatici. Essa pone l’ accento sulla regalità, sulla pietà filiale, sulla fedeltà, sulla giustizia, sulla moralità. Veneriamo coloro che dedicano la loro vita agli altri, per far regnare la giustizia e la pace. La vita e la morte vengono così trascese.

Questa bella cultura antica, purtroppo, si cancella a poco a poco davanti al modernismo. La cultura attuale fa leva sulla vendita della conoscenza, del pragmatismo, scarta la tradizione…così tutti seguono il tran tran della vita, molti vivono senza vivere, senza radici ne cultura.

Qual’ è il senso dell’ esistenza, qual’ è il suo valore?

Le culture orientali e occidentali si trovano sconvolte: mentre lottiamo per la sopravvivenza dimentichiamo di vivere realmente…

E’ dovere degli intellettuali esprimersi. Ci si preoccupa di guadagnare sempre di più, ecco lo scopo della carriera. Nello Yijing la parola “carriera” significa darsi da fare per il benessere altrui. Il fare tutto per noi stessi non è altro che un mestiere, Cerchiamo di non dimenticare il vero senso della vita…

Se ci rendiamo conto che ” il mondo è per tutti”, senza ego, diventeremo invincibili…

Mozi insisteva sullo sviluppo della tecnologia: era un pioniere della scienza e dell’ architettura cinesi, impegnato anche nel mondo. Quando scoppiava una guerra da qualche parte, ci andava per protestare, per cercare di fermarla…Ha difeso per tutta la vita la causa della pace, rivendicando l’ amore. Il suo insegnamento rimane sempre attuale.

Affidandoci unicamente allo sviluppo tecnologico, finiremo nell’ abisso della sventura.

E’ tempo di riconciliare la scienza, l’ arte e le qualità spirituali. Il benessere deriva dall’ unità di queste tre cose. La speranza, da questa unità…

Discorso pronunciato da Nan Huajin nell’ ottobre 2006 al Taihu Great Learning Centre, Provincia di Jiangsu.

 

PREPARAZIONE

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di Alessandra Dechigi:

“Tre volte benedetti sono coloro che, avendo scelto questo glorioso sentiero spirituale, lo stanno seguendo con diligenza, sincerità e grande serietà, non facendosi ingannare dalle passeggere apparenze esteriori.”   – Swami Chidananda _

Giugno è iniziato convulso e pieno di aspettative.

Con entusiasmo mi preparo a celebrare la sesta Giornata Internazionale dello Yoga e mai come ora, la frase di Swami Chidananda mi illumina la strada.

I due mesi appena trascorsi di chiusura di ogni attività conosciuta, mi hanno aperto orizzonti mai sperimentati prima.

La finestra sul mondo è stato il web che ha contribuito a mantenere le relazioni e così, il senso di esistere.

Ho passato giornate a destreggiarmi con il linguaggio informatico a me sempre risultato ostico e non interessante. Ho provato la “bulimia” da informazione e la repulsione dell’apparire in video, commentare, postare e quant’altro per sentire di essere ancora vivi, attivi, produttivi.

Ho scoperto che c’è chi pratica yoga sui tetti e chi su una tavola da surf; chi ha una forma smagliante e chi si prodiga in consigli “da non perdere”.

E’ in questo affollamento di informazioni-informatiche che non trovo quel senso di calma e di distacco di cui lo yoga è permeato e portavoce.

Allora mi fermo, respiro e resto in silenzio. Compio un lavoro di sottrazione liberandomi da ogni condizionamento per rapportarmi con la dimensione dell’essere.

Mi ritrovo nell’immobilità, il contenitore del gesto; in assoluto silenzio, il contenitore del suono.

Convoglio i pensieri nella calma che è yoga in azione.

Così finalmente mi preparo a celebrare l’IYD, liberandomi da ogni aspettativa, in modo da rendere il “viaggio” piacevole, perché è più interessante il viaggio che si compie, rispetto ad una ideale meta finale.

Buona preparazione!

Alessandra Dechigi

CORONASANA

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Il tappetino si è allargato.

Ora mi trovo all’interno, costretta a fare i conti con tutto ciò che è dentro: in casa.

L’esterno, la distrazione, lo svago, la fuga, insomma tutto ciò di cui pensavo di poter disporre a piacimento… è negato.

Devo misurarmi con ciò che è essenziale, privato e il più delle volte trascurato. Si, trascurato, messo da parte, impolverato e poco illuminato…” tanto è lì, appena ho un po’ di tempo ci penserò, metterò a posto…”

Ora eccomi qua, a riscoprire l’interno, a sentire la “casa”.

Il 21 Marzo si è compito il primo grado dell’acquario.

Già, l’Era dell’Acquario, della comunicazione, delle finestre ampie e trasparenti, del sapere, dell’unità. l’Era retta da Urano il cui elemento è ARIA.

Mi sono sempre chiesta come avrei fatto a capire l’entrata della Nuova Era, quali segnali avrei dovuto vedere, quali i simboli da decifrare, quale sarebbe stata la “svolta globale”…

Ecco. Siamo tutti. E’ ora.

Mi confronto con la riduzione dell’attività, sono con lo sguardo rivolto all’interno e immedesimata sull’infinito.

Vivo una specie di digiuno, una forma semplice di ascesi; un tapas che è ricerca fra anima e suprema realtà spirituale: trasformare il momento attuale di apparente “segregazione” è la grande opportunità che mi si prospetta.

Il virus è stato evocato attraverso l’uso sciatto e dissennato del linguaggio informatico, che via via si è trasformato in gergo ordinario.

Con leggerezza fino a ieri abbiamo definito “virale” qualunque cosa si condividesse su larga scala.

Ora non osiamo parlare, ci teniamo a distanza e le mascherine ci impediscono di intercettare i sussurri a fior di labbra.

Siamo chiamati a ritrovare la nostra “casa” prendendo atto dei limiti e ritrovare l’energia profonda della vita.

E’ come una grande lezione corale, in una palestra globale, senza tappetino personale.

Mi sento una principiante che si cimenta con l’immobilità della prima asana, distratta dai pensieri e con i sensi che mi trascinano fuori, altrove, dove non posso andare.

Poi a tratti ecco che qualcosa si rilassa e tutto diventa più comodo e confortevole e trovo pace nella mia “casa” che è nello spazio fra le sopracciglia: il suono del respiro emerge e sono viva.

E ora lo yoga

Alessandra Dechigi