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Insegnamenti senza tempo…

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” E’ il tempo migliore, è il tempo peggiore;

è l’ epoca della saggezza, è l’ epoca della follia;

è il tempo della fede, è il tempo del dubbio;

è la stagione della luce, è la stagione delle tenebre;

è la primavera della speranza, è l’ inverno della disperazione;

fronteggiamo mille cose, affrontiamo anche il vuoto;

stiamo salendo in cielo,

stiamo discendendo dall’ altra parte…”

Esattamente 8 anni fa il 29 settembre del 2012 all’ età di 96 anni Nan Huai-Chin lasciava questo mondo. Nan Huai-Chin era un insegnante spirituale della Cina contemporanea. È stato considerato da molti come la principale forza nel risveglio del buddismo cinese. Mentre Nan era considerato da molti in Cina uno dei più influenti insegnanti buddisti del Chan, era poco conosciuto al di fuori della sfera culturale cinese. Di seguito trascritto uno dei suoi discorsi più significativi e ancora attuali.

Nel mondo odierno, grazie allo sviluppo materiale promosso dall’ Occidente, si conduce un’ esistenza agiata, si abitano case comode, si circola ovunque facilmente.

A prima vista, sembra un’ epoca felice; eppure, lottiamo in una società competitiva, abbiamo paura di guerre micidiali, affoghiamo in un mare di desiderio incessante. Viviamo in realtà in un tempo di grande dolore mai conosciuto dalla storia umana. In questo contrasto di profusione materiale e di penuria spirituale, l’ uomo si trova a fronteggiare una grande crisi esistenziale.

Possiamo forse sentirci disarmati. ma non disperiamoci abbiamo la possibilità e la responsabilità di perpetuare le saggezze antiche che favoriranno lo sbocciare della nuova generazione. Per portare sulle nostre spalle la trave che servirà a costruire il ponte fra passato e futuro, dobbiamo rinnovare le fonti spirituali antiche dell’ Occidente e dell’ Oriente. Scegliere coloro che ci riveleranno un cibo spirituale per completarci, per arricchirci a vicenda. Dobbiamo favorire lo scambio fra le due culture in modo da affrontare tutti insieme la grande crisi dell’ umanità.

Per trattare i problemi attuali del pianeta quali l’ ambiente, la penuria di risorse naturali e la pace mondiale, vi propongo, all’ alba dei miei novant’ anni, un modo per procedere che mi sembra universale.

Prendiamo attentamente in considerazione una regola cosmica fondamentale: il cambiamento, la mutazione.

Prendiamo coscienza che la legge della natura, il Dharma del cosmo, la routine delle vite, subiscono tale regola. Nel mondo materiale e spirituale non c’è nulla che non cambi. Dobbiamo cogliere il principio di questa mutazione e seguirne il corso. Non seguitelo soltanto, abbiate anche la saggezza di prevederlo, di prepararlo, e di precederne le conseguenze.

La saggezza del Dao dice che nella corrente della vita non dobbiamo fare altro che seguirne il corso naturale. Se volete fermare il torrente impiegando la forza, perderete la vostra energia. Se andate contro la corrente, annegherete. I daoisti proseguono in questo modo:” Seguite il corso della vita, canalizzate il torrente, sarete trascinati nel buon senso, trarrete beneficio dalle cose senza difficoltà”.

A tutti coloro che vogliono consacrare la vita a preservare la natura, a rendere migliore il futuro del genere umano, va il mio invito a definire bene questo principio di mutazione e a trovare poi le proprie strategie…

Laozi diceva:” Giunto all’ estremo del vuoto, fermamente radicato nella quiete, mentre diecimila esseri nascono in un solo slancio, contemplo il ritorno. Gli esseri prosperano a gara, ma ritornano sempre alle radici. Ritornare alla propria radice è la quiete”.

Nel cambiamento, la quiete…

E’ facile perdersi nell’ uno dimenticando l’ altra. Ci sfiniamo a movimenti inutili, consumiamo tutte le nostre risorse naturali, sprechiamo le nostre energie in ogni sorta di eccessi, di lussi. Per mantenere in buona salute corpo e spirito, è indispensabile coltivare l’ arte del rimanere nella quiete.

Laozi diceva: ” Riuscite ad accordare il vostro corpo e la vostra anima affinchè procedano all’ unisono e non si separino? Riuscite a respirare il più profondamente possibile, il più armoniosamente possibile come un neonato?”.

Plachiamo la nostra agitazione, ritroviamo la pace, distesi come neonati. Ecco due metodi semplici.

-Le posizioni della meditazione possono avere novanta varianti. Ciò che importa non è la posizione ma lo sguardo all’ interno di sè, come uno specchio di ciò che accade nella vostra mente. Nella meditazione, la quiete.

-il canto del mantra vi aiuterà ugualmente a mettervi in comunicazione con la pace interiore. Udito il canto, ritornerete naturalmente alla calma. Se siete in alta montagna o nel deserto e intonate un mantra, la serenità che vi pervade si commuoverà fino alle lacrime. Non saranno lacrime di pena, ma di beatitudine, di gratitudine. Il vostro intero corpo si apre come un fiore, le preoccupazioni svaniscono.

Nella solitudine, la quiete.

In Cina, la parola che disigna la vita è ” Shengming”: ” Sheng” significa tutto ciò che racchiude la vita. ” Ming” tutto ciò che ha un’ anima. Ne parla il Buddha: corpo e anima sono uniti, sono uno. A che cosa ci conduce questa “vita”? Quali sono i suoi valori?

Sempre in Cina , un vecchio motto dice:” La vita è più leggera di una piuma, la morte più pesante di una montagna”. La tradizione antica influenza ancor oggi i paesi asiatici. Essa pone l’ accento sulla regalità, sulla pietà filiale, sulla fedeltà, sulla giustizia, sulla moralità. Veneriamo coloro che dedicano la loro vita agli altri, per far regnare la giustizia e la pace. La vita e la morte vengono così trascese.

Questa bella cultura antica, purtroppo, si cancella a poco a poco davanti al modernismo. La cultura attuale fa leva sulla vendita della conoscenza, del pragmatismo, scarta la tradizione…così tutti seguono il tran tran della vita, molti vivono senza vivere, senza radici ne cultura.

Qual’ è il senso dell’ esistenza, qual’ è il suo valore?

Le culture orientali e occidentali si trovano sconvolte: mentre lottiamo per la sopravvivenza dimentichiamo di vivere realmente…

E’ dovere degli intellettuali esprimersi. Ci si preoccupa di guadagnare sempre di più, ecco lo scopo della carriera. Nello Yijing la parola “carriera” significa darsi da fare per il benessere altrui. Il fare tutto per noi stessi non è altro che un mestiere, Cerchiamo di non dimenticare il vero senso della vita…

Se ci rendiamo conto che ” il mondo è per tutti”, senza ego, diventeremo invincibili…

Mozi insisteva sullo sviluppo della tecnologia: era un pioniere della scienza e dell’ architettura cinesi, impegnato anche nel mondo. Quando scoppiava una guerra da qualche parte, ci andava per protestare, per cercare di fermarla…Ha difeso per tutta la vita la causa della pace, rivendicando l’ amore. Il suo insegnamento rimane sempre attuale.

Affidandoci unicamente allo sviluppo tecnologico, finiremo nell’ abisso della sventura.

E’ tempo di riconciliare la scienza, l’ arte e le qualità spirituali. Il benessere deriva dall’ unità di queste tre cose. La speranza, da questa unità…

Discorso pronunciato da Nan Huajin nell’ ottobre 2006 al Taihu Great Learning Centre, Provincia di Jiangsu.

 

PREPARAZIONE

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di Alessandra Dechigi:

“Tre volte benedetti sono coloro che, avendo scelto questo glorioso sentiero spirituale, lo stanno seguendo con diligenza, sincerità e grande serietà, non facendosi ingannare dalle passeggere apparenze esteriori.”   – Swami Chidananda _

Giugno è iniziato convulso e pieno di aspettative.

Con entusiasmo mi preparo a celebrare la sesta Giornata Internazionale dello Yoga e mai come ora, la frase di Swami Chidananda mi illumina la strada.

I due mesi appena trascorsi di chiusura di ogni attività conosciuta, mi hanno aperto orizzonti mai sperimentati prima.

La finestra sul mondo è stato il web che ha contribuito a mantenere le relazioni e così, il senso di esistere.

Ho passato giornate a destreggiarmi con il linguaggio informatico a me sempre risultato ostico e non interessante. Ho provato la “bulimia” da informazione e la repulsione dell’apparire in video, commentare, postare e quant’altro per sentire di essere ancora vivi, attivi, produttivi.

Ho scoperto che c’è chi pratica yoga sui tetti e chi su una tavola da surf; chi ha una forma smagliante e chi si prodiga in consigli “da non perdere”.

E’ in questo affollamento di informazioni-informatiche che non trovo quel senso di calma e di distacco di cui lo yoga è permeato e portavoce.

Allora mi fermo, respiro e resto in silenzio. Compio un lavoro di sottrazione liberandomi da ogni condizionamento per rapportarmi con la dimensione dell’essere.

Mi ritrovo nell’immobilità, il contenitore del gesto; in assoluto silenzio, il contenitore del suono.

Convoglio i pensieri nella calma che è yoga in azione.

Così finalmente mi preparo a celebrare l’IYD, liberandomi da ogni aspettativa, in modo da rendere il “viaggio” piacevole, perché è più interessante il viaggio che si compie, rispetto ad una ideale meta finale.

Buona preparazione!

Alessandra Dechigi

CORONASANA

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Il tappetino si è allargato.

Ora mi trovo all’interno, costretta a fare i conti con tutto ciò che è dentro: in casa.

L’esterno, la distrazione, lo svago, la fuga, insomma tutto ciò di cui pensavo di poter disporre a piacimento… è negato.

Devo misurarmi con ciò che è essenziale, privato e il più delle volte trascurato. Si, trascurato, messo da parte, impolverato e poco illuminato…” tanto è lì, appena ho un po’ di tempo ci penserò, metterò a posto…”

Ora eccomi qua, a riscoprire l’interno, a sentire la “casa”.

Il 21 Marzo si è compito il primo grado dell’acquario.

Già, l’Era dell’Acquario, della comunicazione, delle finestre ampie e trasparenti, del sapere, dell’unità. l’Era retta da Urano il cui elemento è ARIA.

Mi sono sempre chiesta come avrei fatto a capire l’entrata della Nuova Era, quali segnali avrei dovuto vedere, quali i simboli da decifrare, quale sarebbe stata la “svolta globale”…

Ecco. Siamo tutti. E’ ora.

Mi confronto con la riduzione dell’attività, sono con lo sguardo rivolto all’interno e immedesimata sull’infinito.

Vivo una specie di digiuno, una forma semplice di ascesi; un tapas che è ricerca fra anima e suprema realtà spirituale: trasformare il momento attuale di apparente “segregazione” è la grande opportunità che mi si prospetta.

Il virus è stato evocato attraverso l’uso sciatto e dissennato del linguaggio informatico, che via via si è trasformato in gergo ordinario.

Con leggerezza fino a ieri abbiamo definito “virale” qualunque cosa si condividesse su larga scala.

Ora non osiamo parlare, ci teniamo a distanza e le mascherine ci impediscono di intercettare i sussurri a fior di labbra.

Siamo chiamati a ritrovare la nostra “casa” prendendo atto dei limiti e ritrovare l’energia profonda della vita.

E’ come una grande lezione corale, in una palestra globale, senza tappetino personale.

Mi sento una principiante che si cimenta con l’immobilità della prima asana, distratta dai pensieri e con i sensi che mi trascinano fuori, altrove, dove non posso andare.

Poi a tratti ecco che qualcosa si rilassa e tutto diventa più comodo e confortevole e trovo pace nella mia “casa” che è nello spazio fra le sopracciglia: il suono del respiro emerge e sono viva.

E ora lo yoga

Alessandra Dechigi

Calma la mente e l’ anima ti parlerà (Ma Jaya Sati Bhagavathi)

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Quando ci si rilassa al punto che la frequenza delle onde cerebrali rallenta fino allo stato alfa, il chakra del cuore,  ritenuto sede dell’anima e dell’amore, comincia ad aprirsi.

Anahat Chakra,  localizzato nel cuore, il luogo in cui risuona il mistico suono ottenuto senza percussione, eco della prima vibrazione dell’universo in procinto di manifestarsi, il luogo in cui ogni coppia di contrari può trovare la pacificazione ed essere in perfetta  armonia  grazie all’energia del cakra: l’AMORE supremo .

Per raggiungere questo scopo, fondamentale è il processo di educazione della mente.

In genere la mente, che è senza disciplina, viene occupata da molti pensieri contemporaneamente: famiglia, affari, salute, desideri, lavoro, paure, speranze. Si creano vortici (vrtti)  alla cui origine  contribuiscono le 5 matrici che condizionano la mente  sia nelle scelte che nell’orientamento dei processi mentali : i Klesha , nodi della mente, che inducono sofferenza.

E’ soltanto privilegio dello Yogi, dotato di una mente ferma, nutrire un pensiero alla volta e trattenerlo per tutto il tempo che desidera. Egli sa che il pensiero è la più potente arma a sua disposizione e può sfruttare l’uso di questa forza per incalcolabili possibilità.  Riuscire ad osservare la mente mostra che moltissimi pensieri sono  inconsistenti, eppure la mente vaga incessantemente tra essi, mentre pensieri illuminanti aiutano a riflettere e a migliorare la vita.

Bisogna imparare a liberare la mente da inutili informazioni e inutili pensieri mondani  colmandola di pensieri divini che ci riconducano alla nostra natura di puro spirito, l’eterno ed immutabile Atman  , per distaccarci dalla nostra tendenza ad identificarci  con la nostra natura materialista . Un pensiero divino  rende il cuore saldo  e la mente forte. Esso illumina il volto, specchio della mente. Un pensiero negativo  incide un segno profondo sul viso offuscandolo . Soprattutto  gli occhi – specchio dell’anima – mostrano la condizione e il contenuto della mente.

Noi diventiamo  ciò che pensiamo. Il pensiero costituisce il nostro mondo interiore.

Pensieri sani ci mantengono sani, mentre pensieri di fragilità, di disfunzioni, disfacimento e distruzione non aiuteranno certamente a godere di buona salute, equilibrio ed armonia. Infatti il corpo è unito alla mente, invece di esserne sua controparte. I pensieri  influiscono sul corpo. Ogni pensiero procura nella mente una vibrazione che poi si trasmette al corpo fisico.

L’attività delle cellule nervose  produce delle trasformazioni chimiche ed elettriche derivanti dal pensiero. Pensieri di odio, gelosia, ansia, ira ,aggressività, invidia, distruggono  effettivamente  cellule del corpo, provocando malattie al cuore, fegato, reni, stomaco, ecc.

Qualunque pensiero si possa coltivare, che si sia conscio o meno, la legge universale di attrazione continuerà ad agire, attirando su se stessi, quanto corrisponde al pensiero dominante, poiché la mente ha un “potere di attrazione”.  Inoltre, il pensiero lascia il cervello e si libra nello spazio, dando origine a delle vibrazioni nel Manas, atmosfera mentale, dirigendosi in tutti sensi.

Un vero Yogi, tramite le vibrazioni dei suoi pensieri, aiuta a purificare  il mondo, penetrando silenziosamente nella mente di migliaia di persone.

Un vero Yogi ed i Mahatma aiutano l’umanità con le loro vibrazioni spirituali e la loro aura magnetica trasmettendo alle persone più adatte i loro messaggi per mezzo della telepatia, comunicazione considerata paranormale ma che per  loro  è normale e semplice. Le vibrazioni dei pensieri viaggiano più veloci della luce e dell’elettricità…… Tutti noi possiamo inviare nell’atmosfera mentale pensieri  purificanti, d’amore, di felicità, bontà, misericordia, fiducia, che possano ispirare tutte le persone sensibili alla loro ricezione.

Calmare la mente è dunque agire  sui pensieri. I pensieri superflui e nocivi  sono soltanto un ostacolo alla crescita interiore. Soprattutto non lasciamo che la mente  resti invischiata nelle vecchie abitudini  e  abbandoniamo la paura di pensare in modo diverso dagli altri. Restiamo gentili. Rifiutiamo che il mondo ci renda insensibili, che la sofferenza ci lasci odiare, che l’amarezza rubi la dolcezza.

E’ necessario impegnarsi nella disciplina del pensiero. Non sarà facile poiché i pensieri frivoli e mondani, tutta la gamma di pensieri legati a sentimenti negativi assilleranno la mente  anche quando si cerca di praticare lo yoga e la vita spirituale.

Meta altrettanto difficile è sviluppare la saggezza. Non basta la sola volontà o il solo desiderio di essere saggi. La saggezza non è solo un pensiero intellettuale. Occorre la consapevolezza  di ciò che pensiamo, delle nostre azioni, delle nostre parole, consapevolezza  che può sorgere solo da uno stato di calma interiore.

Ma la mente  vuole sempre qualcosa ed è in continua ricerca . E lo fa attraverso i sensi ma non soddisfa mai la sua fame. La via per soddisfare la mente non è quella di  andare  fuori ma di rivolgerla verso l’interno.(Svadhyaya – educazione dell’io – studio  di sé stessi )

La conoscenza del Sé è un immenso tesoro e la meditazione e lo studio dei testi  sacri  sono la chiave per accedervi . La meditazione ci porta a distaccarci da tutti i  pensieri dispersivi ,dalle onde dell’ira ,dell’invidia, della gelosia,                                  dell’odio, nemiche della pace e della saggezza. Raggiungiamo la purezza della mente liberando il campo dai pensieri negativi  seminando quelli buoni,  coltivandoli anche con i Mantra e il Pranayama.

Quando meditiamo dobbiamo prima di tutto sentire la volta cranica fluida. Se abbiamo il cranio contratto non possiamo meditare  . Liberiamo il capo dalle tensioni sottili che sono situate nelle ossa craniche, strutture mobili al pari dei polmoni e della cassa toracica, rilassiamo le ossa temporo mandibolari che si muovono in modo impercettibile, come le branchie dei pesci. Poi attraverso un  opportuno  pranayama  giungiamo alla coerenza  cuore – cervello coinvolgendo il cuore , considerato  come terzo cervello, col suo sistema nervoso indipendente.  Il cuore  nient’altro che un muscolo per il materialismo scientifico  ,  è centro di saggezza nella medicina cinese e  nei Veda  mediatore tra cielo e terra.

La meditazione  è uno “stato” (Krisnamurti), un” tornare a casa” (Osho), un piacevole librarsi nel vuoto.  Attraverso le  pratiche Yoga e con molto impegno, possiamo creare le condizioni favorevoli per sviluppare consapevolezza e disciplina interiore, dare forza, equilibrio e stabilità al corpo e alla mente per ottenere la giusta energia necessaria a sostenere stati di coscienza espansa.

Osservando lo stato della mente, stacchiamoci dai nostri pensieri quotidiani, non per annullarli, ma per permettere al profondo di manifestarsi liberamente. Attraverso l’osservazione  del pensiero, acquietando i tumulti, calmando le emozioni, concentrandosi su un unico pensiero o un mantra, restando indifferenti ai pensieri molesti affinchè scompaiano da soli, senza controllare o costringere, senza giudicare, entriamo nel nostro mondo interiore, apriamo il nostro chakra del cuore all’amore incondizionato, quel tipo di amore che non si aspetta ritorno,  ma che solo allora riceve .

Ascoltiamo la nostra anima . L’anima, metafora del piccolo, più piccola del piccolo, perché invisibile (Hillman). Entità non misurabile, poiché non è una sostanza e non è una forza, anche se noi siamo chiamati dalla forza delle sue pretese, comprendibile non con mezzi fisici ma solo con un sentimenti aperti al sacro. L’anima,ciò che si riesce a percepire nel profondo,che permette di superare le barriere della mente e della razionalità .

E solo allora riusciremo a percepire la differenza tra  il nostro Ego e il nostro Atman, ad entrare nella sua luce, a conoscere quella dimensione in cui non esiste conflitto e non esiste tempo.

Purnima Scognamiglio

Cantico delle paure

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Lavatevi la mani

ma andate scalzi

e baciate la terra ferita.

Starnutite nel gomito

ma leccate le lacrime di chi piange.

Non viaggiate a vanvera

ora è tempo di stare fermi nel mondo

per muoversi in noi stessi

dentro gli spazi sottili

del sacro e l’ umano.

Indossate pure le mascherine

ma fatene la cattedrale del vostro respiro,

del respiro del cosmo.

Ascoltate pure il telegiornale

che finalmente parla di noi

e del più grande miracolo

mai capitato:

siamo vivi

e non ci rallegra morire.

Per ogni nuovo contagio

accarezza un cane

pianta un fiore

raccogli una cicca da terra,

chiama un amico che ti manca

narra una fiaba a un bambino.

Ora che tutti contano i morti tu conta i vivi,

e vivi per contare,

concedi solo l’ ultimo istante alla morte

ma fino ad allora vivi all’ infinito

consacrati all’ eterno.

Andrea Melis

Dalle tenebre alla luce

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Di Alessandra Dechigi:

Non è facile essere paziente.

La dose necessaria di distacco che mi permette di mantenere la calma e il sorriso di fronte agli imprevisti si era quasi esaurita già da un po’ ma finalmente il portone di Via XX Settembre 5 si è cominciato ad aprire lento e scricchiolante…come sempre.

Sono anni che insieme agli insegnanti FIY si organizzano lezioni di yoga “speciali” per condividere e celebrare momenti altrettanto speciali e ogni volta è una sorpresa.

Ogni volta sono messa alla prova rispetto alla mia pratica personale, all’illusione di aver capito, digerito, superato gli ostacoli che la mente mi mette davanti.

Così mi ritrovo a “vedere” le cose come se fosse sempre la prima volta e dopo l’iniziale smarrimento, il senso dell’essere nel presente si schiude e tutto diventa più luminoso.

“Aspettando il solstizio d’inverno” è il titolo dell’evento organizzato sabato 14 dicembre presso i locali dell’Ambasciata dell’India a Roma dalla rappresentante regionale FIY Porzia Maria Favale che negli  anni mantiene un’ampia rete di condivisione e collaborazione fra tutti noi con sincera positività.

Sabina Campione e Ilenia Di Giovanni hanno condotto una bellissima pratica dal titolo “Dalle tenebre alla luce”.

Alessia Velletrani ha assistito i partecipanti in sala durante la pratica con generosità e professionalità.

Lia Carovillano, Sabrina Celi, Maura Grava, Lucia Morotti e Emanuela Paone sono state i punti di riferimento nell’ accogliere tutti nel migliore dei modi per rendere la giornata, se possibile, ancora più speciale.

Poi ci sono i partecipanti che non vengono nominati singolarmente ma sono il vero cuore di ogni evento. Senza la partecipazione, la condivisione, l’impegno, insomma in una parola: il tapas, non si arriva a nulla e anche sabato 14 dicembre ne abbiamo tutti avuto la riprova.

Celebrare il solstizio d’inverno attraverso una preparazione “yogica” dà qualità e spessore al tempo che s

corre distrattamente.

E’ dall’antichità che l’uomo osserva il moto apparente che il sole descrive nel cielo per regolare la sua vita venatoria e agricola.

Durante il solstizio, “sole stazionario”, il sole appare stabile rispetto all’equatore celeste. E’ il momento in cui nella continua danza della luce e dell’ombra, la momentanea vittoria dell’oscurità cede il passo alla rivincita, alla ri-nascita, ri-uscita del sole dal buio della terra tornando a crescere e sconfiggere l’ombra.

Tante sono le leggende, i miti e le divinità che l’uomo, ad ogni latitudine, ha creato per spiegarsi il fenomeno dell’alternanza.

Il solstizio d’inverno è occasione per guardare dentro se stessi per riconoscere le proprie paure e i propri dubbi.

E’ tempo di affrontare e lasciare andare via tutto ciò che limita e frena la nostra nuova crescita.

E’ tempo di liberarsi dal peso delle insicurezze e dei timori che ingombrano la nostra anima e ci impediscono la ri-nascita.

E’ tempo di far risplendere la nostra luce interiore

Alessandra Dechigi

 

SOLSTIZIO D’INVERNO

Come è limpida questa notte

cosi vicina al sole,

eppure cosi immensamente bella,

raccolgo il sorriso delle stelle,

questo meraviglioso dono

del solstizio d’inverno.

Chissà se lontano oltre gli spazi

dell’incommensurabile,

Musetta guarda la luna

che gira intorno al cuore,

che si fa stella,

fiore,

sogno

Gli allievi raccontano…

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Yoga e meditazione -Oasi Francescana – novembre 2019

Il mio problema è la costanza, non ne ho soprattutto per tutto ciò che riguarda il mio benessere. Vivo tutto con la massima intensità però, nel caso del bene è quindi un vantaggio.  Il meeting che si è svolto nell’Oasi Francescana di Vicovaro Mandela ne è un esempio, mi ha ricaricato di una nuova linfa e per tanti motivi.  Sicuramente il luogo, ad un passo da Roma in un contesto intriso di storia di santi ed eremiti e che ha ospitato anche San Benedetto. Un atmosfera mistica che mi ha subito predisposto come credente  ad accoglierete il silenzio, che fin da ragazzina ho sperimentato essere il miglior canale di dialogo con se stessi e con la realtà superiore che ci governa. Abbiamo subito iniziato a lasciar andare il superfluo ed in un luogo così essenziale ti rendi conto che è proprio tanto il superfluo da far scivolare via. E ci siamo concentrati sul qui ed ora. Liberi dal passato e dai pensieri sul futuro. Poi le persone, la sintonia con alcune persone amiche ed altre sconosciute, ma incredibilmente speciali, aiuta a far sì che “ l’anima canti” e lo fa meglio e forse più forte perché come ha più volte ripetuto Massimo, ogni anima sa cantare ma si avvantaggia dell’energia positiva che la circonda.  Su questa base si è svolto un intenso e profondo lavoro condotto dai maestri di yoga Massimo e Porzia. Eravamo in 30 e temevo distrazioni ma l’attenta conduzione ed il livello di intensità umana presente hanno consentito un attento e partecipato lavoro individuale e di gruppo.

Il gong è stato un altro protagonista di rilievo. Imponente e magico, timorato da alcuni e atteso da altri, ha dato vibrazioni ad ogni atomo delle nostre cellule, stimolandole, riequilibrandole e purificandole.

Tornare alla quotidianità dopo 36 ore così ti pone in una prospettiva completamente diversa. Ti rallenta i ritmi, apre ad accogliere la positività, ad offrire e restituire l’energia positiva, a saper apprezzare le infinite cose belle che in una giornata accadono o hai l’opportunità di osservare come un alba, un tramonto, il sorriso di un incontro casuale.

Quindi ringraziare perché nulla è scontato e infine condividere perché quando ti accade qualcosa di positivo non puoi tenerlo solo per te. Ed è contagioso.

Ellesse

Yoga e Meditazione a Novembre 2019 Si raddoppia il gruppo!

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Sabato 09 e Domenica 10  e Sabato 23 e Domenica 24  Novembre 2019

Due Seminari Speciali dedicati alla MEDITAZIONE.

Un seminario dedicato ad uno degli argomenti più discussi di questi ultimi anni da molti illustri rappresentanti della Scienza e della Medicina tradizionale. La meditazione sembra avere un effetto sull’azione dei geni, sulla loro espressione. Un team internazionale di ricercatori che opera nel Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di via Venezian a Milano, ha analizzato un gruppo di meditatori esperti, sottoponendoli a un prelievo prima e dopo una sessione di meditazione. Dalla ricerca è emerso che si inibiscono i geni dell’infiammazione e che vengono modificati anche i geni che regolano l’acetilazione degli istoni, enzimi che consentono o bloccano la lettura del Dna. E, come l’ambiente e gli stili di vita, influenzano l’epigenoma che avvolge il genoma. Come una capsula-filtro. Come in un computer il software rispetto all’hardware. Protezione sì, ma anche interazione. L’epigenoma è come un interruttore che accende e spegne geni in base alle sollecitazioni del micro e del macro-ambiente. Ecco allora che se il Dna del genoma è il Karma, cibo e pensiero tramite l’epigenoma possono sfidare il Karma……..( fonte : rivista NEUROSCIENZE del Corriere della Sera

Accreditati studi scientifici dimostrano  che la pratica regolare dello Yoga ha un effetto protettivo sulla lunghezza dei telomeri e sull’enzima telomerasi, responsabile del mantenimento dei telomeri…. quindi , data la scoperta del premio nobel 2009 la biochimica australiana Elizabeth Blackburn che ha scoperto appunto che l’ accorciamento dei telomeri è responsabile dell’ invecchiamento cellulare , PRATICARE YOGA REGOLARMENTE RALLENTA SENSIBILMENTE L’INVECCHIAMENTO CELLULARE !!!!

Inoltre, alcune FORME MEDITATIVE dello Yoga, sono state utilizzate per AUMENTARE IL FLUSSO SANGUIGNO CEREBRALE in aree della corteccia prefrontale associate all’attenzione e hanno dimostrato di MIGLIORARE LA MEMORIA.

Per tornare allo stage “speciale meditazione” si terrà in un luogo davvero particolare ” L’ Oasi Francescana” . La struttura, ospitata in un ex complesso conventuale, venne costruita sul “greppo” di San Cosimato , una rupe di travertino   a strapiombo nel punto in cui il torrente Licenza confluisce nel fiume Aniene. Il luogo si trova a 2 km dalla cittadina di Vicovaro  (30 km ad est di Roma).
Il complesso,  nato su resti di età romana che a loro volta parrebbero insistere su opere precedenti, occupa una vasta superficie, cinta da muri; Le mura oltre a contenere la struttura, delimitano un parco di circa due ettari nel quale si trovano cipressi secolari, alberi da frutta, ulivi e prati.  Una struttura affascinante con una storia che si perde nella notte dei tempi e all’ interno della quale sarà ancora  possibile visitare gli antichi Eremi dove i monaci si ritiravano nella preghiera e nella meditazione.

Lo stage  sarà tenuto dai due Insegnanti Federali:

Porzia Maria Favale    e

Massimo Olivieri ( specializzato nelle tecniche della meditazione)

Il silenzio e la pace del luogo, la particolare energia che si genera nei luoghi dove dove si uniscono due corsi d’ acqua,  nonchè la totale immersione nella natura spettacolare dalla quale è completamente circondato, ma anche la lontananza dai frenetici mezzi di comunicazione che strappano le nostre ore riempendole di bisogni e preoccupazione, rappresenteranno un microclima ideale per godere dell’ambiente esterno e per volgere il proprio sguardo verso l’interno del proprio spirito e della propria coscienza.

A disposizione di chi vorrà concedersi una pausa, un ambiente davvero suggestivo ricavato nel sottosuolo del Convento : L’ ” Antica Cisterna” una particolare enoteca ricavata nella antica cisterna romana che serviva da approvvigionamento dell’ acqua, e che ospita oltre 130 etichette sulla carta dei vini.

Il gruppo che era stato programmato per il 23 e 24 novembre si è chiuso in pochissimo tempo e dato che continuano ad arrivare richieste per offrire questa magnifica esperienza a tutti coloro che lo desiderano è stata concordata con l’ “Oasi Francescana” un’ altra data che sarà il 09 e 10 novembre .

Potete richiedere il programma dettagliato dello stage compilando il modulo di seguito o scrivendo a yogaroma@yogaroma.it

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Il Relais Monastero San Biagio , location di Estate di Yoga e Benessere giugno 2019

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Il Relais Monastero San Biagio

La storia

Si ritiene che la prima costruzione del Monastero risalga intorno all’anno 1000 sui resti di un altare pagano allo scopo di dare ospitalità a guerrieri, nobili e borghesi appartenenti all’ordine dei Cavalieri Templari.

Nel 1333, l’antico Monastero, raggiunto il suo massimo splendore e riconoscimento, venne battezzato Ecclesie San Blasis, in onore del Santo Biagio, vescovo e medico facente parte dei quattordici santi ausiliatori, ossia, quei santi invocati per la guarigione di mali particolari.

Durante i lavori di ristrutturazione, eseguiti nell’estate del 1997, sono tornati alla luce cunicoli sotterranei,  cripte, incisioni e segni di quanti negli anni lo abitarono, tra questi simboli esoterici, spicca una pietra con incisioni pagane risalente al 900 d.c., e poi ancora, incisioni di un ordine Templare che intorno al 1215 si insediò nel Monastero.

Finestre a ogiva, possenti travature, architravi con richiami pagani, templari e benedettini: sui

muri sono incisi un trigramma di San Bernardino del 1427 e il simbolo Tau dei Templari.
Già allora i pellegrini, nell’intento di raggiungere la Terra Santa, transitavano per la via Flaminia a poca distanza dal Monastero che divenne dunque anche ostello e riferimento obbligato.

I monaci, attraverso le loro segrete sapienze, utilizzando erbe, esercizi, lavoro e preghiera, creavano per i loro ospiti le condizioni perché questo breve ma intenso soggiorno diventasse un momento di purificazione, rigenerazione e orientamento nel loro cammino verso la meta: quindi, anche luogo di guarigione e cura.

Alla fine del templarismo, il Monastero diventò infatti una canonica dove si  accoglievano quei monaci e pellegrini provenienti dal nord Europa e diretti, a piedi per devozione e penitenza, a Roma e successivamente in terra santa.

L’Abbazia compare sia nelle “Rationes decimarum” del sec. XIV che nel “Liber beneficiorum” del 1528 nel quale risulta membro della cattedrale di Nocera.
Nel 1563, si ebbe una riedificazione del Monastero, con l’innalzamento di un piano e l’ampliamento della chiesa, per eleggerlo a diocesi del territorio tra Foligno e Gualdo Tadino.
Nei primi anni del 1900 venne affidato ad un curato che trasformò parte dello stabile in scuola elementare, mantenendo l’altra parte a chiesa per le celebrazioni; nel 1947 l’ultima cerimonia e poi venne abbandonato.

Ed ecco comparire Angelino… un Signore barbuto già in età avanzata, di rientro in Italia dal Lussemburgo, dove una forte silicosi l’aveva debilitato. Tornato per trascorrere i suoi ultimi giorni nella sua casetta in mezzo al bosco, che di lì a breve tempo un forte terremoto rende impraticabile. Angelino così viene costretto alla ricerca di un altro rifugio. Per un periodo di tempo  si protegge in una grotta di fronte a casa, ma a breve eleggerà a sua nuova dimora la chiesa del Monastero, già in avanzato stato di abbandono, ma adeguata ad ospitarlo. Costruitosi un cassone di legno vicino all’altare per dormire durante la notte, trascorre le sue giornate nutrendosi di quanto trova nel territorio.
Quando, casualmente, viene in possesso di alcuni libri, si trattava di antichi erbari, che suscitano in lui un particolare interesse, e così un po’ per necessità, un po’ per curiosità, un po’ per occupare il tempo, Angelino inizia a sperimentare e applicare quanto legge: raccoglie le erbe nel parco, le mette ad essiccare al sole, alcune nell’acqua a macerare, con altre si nutre e… in questo modo prova a curarsi.
Così facendo, in breve tempo, la sua salute inizia a migliorare, fino a guarire completamente la sua malattia. Nessuno si immaginava un simile effetto, ed in questo modo ottiene credibilità e apprezzamento, tant’è che gli abitanti del luogo lo eleggono a dottore alchimista (ancora oggi gli anziani del paese di Lanciano ne parlano)

Aspetto attuale

Caduta per molti anni in stato di abbandono, l’antica canonica è stata recentemente riportata al suo antico splendore grazie ad una sapiente ed amorevole opera di restauro, durata otto anni e attuata nel pieno rispetto della storia del monastero.
Oggi il Relais Monastero di San Biagio, situato vicino a Nocera Umbra, è una dimora affascinante e raffinata, dove è stata mantenuta intatta la sobrietà del luogo, prestando però un’attenta cura ai dettagli e al comfort.

L’antico refettorio è stato trasformato in sala ristorante e un laboratorio per la produzione artigianale di birra, ispirato alla tradizione monastica dei mastri birrai.

Il Centro di Rigenerazione Benessere e la riscoperta degli antichi manoscritti ed erbari dei Monaci  ha creato una continuità con il periodo in cui i Monaci si prendevano cura dei pellegrini che transitavano di la.

 

 

Tutto questo permetterà  agli ospiti che parteciperanno al prossimo W.E. di Estate di Yoga e Benessere che si terrà sabato 01 e domenica 02 giugno 2019  di  fare ,contemaporaneamente alle pratiche Yoga,  anche un  un affascinante viaggio nel tempo……Arrivederci a Giugno!