federazione italiana yoga

21 giugno 2019

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21 GIUGNO 2019       di Alessandra Dechigi

Quanto dista Roma da Delhi? Da Londra, Boston, Hong Kong e Manila?

Qualunque sia la distanza, verrebbe misurata da qui, dal centro di questa piazza, sul colle più prestigioso della nostra città: il Campidoglio.

Se penso alla storia che è impregnata in questo luogo ho quasi un senso di smarrimento.

Penso alla diffusione dell’Impero Romano, dei costumi, la lingua, i valori e mi sento nel “punto zero”, con il tappetino steso sotto la statua di Marco Aurelio.

Oggi siamo partecipi della storia di questa piazza con l’intenzione di accorciare le distanze: di essere tutti in un punto; senza distanze.

Sono l’acqua della goccia, senza paura di evaporare nella solitudine del mio limite spaziale.

Sento forte il valore dell’unità dei colori nel raggio di luce e del sentimento di pace che avvolge il mondo da questo “punto zero”.

Il sankalpa è sincero e la OM potente.

Nella Giornata Mondiale dello Yoga, nel cuore di Roma, in piazza del Campidoglio abbiamo scritto con il nostro nastro arancio un’altra pagina di storia dell’Umanità.

Alessandra Dechigi

 

 

Tutte le foto della magnifica giornata in piazza del Campidoglio da vedere nella Galleria dedicata sulla barra a destra di ogni pagina del sito.

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16 giugno

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di Alessandra Dechigi

“E ora lo yoga” dice il testo.

L’autodeterminazione, il tapas e il desiderio di esserci ci fanno stendere i tappetini uno vicino all’altro oggi, giornata di inizio della settimana dello yoga.

Condividere l’esperienza e abbandonare ogni preconcetto sarà la nostra pratica di preparazione al giorno del Solstizio d’estate venerdì 21 giugno, la giornata durante la quale lo yoga farà il giro del mondo e noi siamo i testimoni,

La resa e l’unione sono la nostra sfida.

Ora chiediamoci chi vogliamo essere: la goccia d’acqua o l’acqua della goccia?

Buona pratica.

di Alessandra Dechigi

Per la visione di tutte le foto dell’ Evento, è stata pubblicata la Galleria nella colonna a destra del sito visibile su ogni pagina.

La Giornata del Sollievo venerdì 24 maggio 2019

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di Alessandra Dechigi:

Non è stato un venerdì mattina consueto per chi ha varcato il grande portone del San Gallicano – Regina Elena. Oggi l’atmosfera era diversa.

I volontari di tante Associazioni insieme agli insegnanti della Federazione Italiana Yoga hanno dato il loro contributo per celebrare “la Giornata del Sollievo”.

“Esiste il dolore, ma esiste il modo di superarlo” dice il Buddha e questo è lo spirito che si è letteralmente respirato attraverso gli esercizi di rilassamento e di respirazione antalgica che a turno, gli insegnanti della FIY hanno offerto ai presenti interessati.

La respirazione è uno degli atti più importanti che vengono compiuti dal corpo, oltre che uno di quelli con il maggior numero di effetti diversi: un respiro ossigena le cellule, espelle gli scarti del metabolismo, aiuta a comunicare (sia verbalmente che non verbalmente, basti pensare agli sbuffi di noia), permette l’espressione artistica di sé, aiuta a rilassarsi.

Un altro effetto, non molto conosciuto ma potenzialmente molto interessante, della respirazione è il controllo del dolore. Sebbene sia famosa l’importanza delle tecniche respiratorie in momenti particolari come il travaglio, occasione in cui il respiro viene utilizzato per minimizzare i dolori delle partorienti, l’efficacia della respirazione antalgica va ben al di là di questo singolo contesto.

Gli effetti della respirazione antalgica (termine di provenienza greca che significa letteralmente “che contrasta il dolore”) sono da spiegarsi secondo due principali ordini di motivi. Il primo di essi, più strettamente correlato all’atto respiratorio, è legato ai movimenti muscolari compiuti durante la respirazione: i muscoli respiratori, soprattutto quelli accessori (addominali, dorsali, trapezi) giocano un ruolo importante nel mantenimento della corretta postura. Dal momento che l’equilibrio posturale aiuta a evitare il manifestarsi di dolori acuti e cronici, l’incidenza di questi ultimi può essere limitata semplicemente curando la respirazione.

In secondo luogo, è stato scientificamente provato come le tecniche di respirazione profonda, interagendo con i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, aiutino a raggiungere uno stato di rilassamento psicofisico che permette di tenere sotto controllo dolori anche intensi, come ad esempio quelli post-operatori o quelli legati alle lombosciatalgie.

Un esempio di tecnica di respirazione antalgica molto semplice da provare è quello della cosiddetta “respirazione 4-7-8”: 4 secondi di inspirazione, 7 secondi di pausa e 8 secondi di espirazione per rilassare il corpo e la mente e alleviare in breve tempo i dolori senza necessariamente ricorrere agli antidolorifici convenzionali, il tutto attraverso un’azione innata, semplice e naturale come la respirazione.

Il tema del sollievo dal dolore riporta al tema della libertà. Tutti stiamo imparando ad essere liberi e possiamo farlo solo comprendendo in che modo siamo prigionieri.

Ogni fenomeno fisiologico, psicologico o fisico può diventare una porta che conduce alla verità.

L’essenza della felicità è un corpo che non soffre e un cuore e una mente che non sono oppressi da ansia, paura e odio. Possiamo nutrire questa consapevolezza grazie al respiro.

 

Respira e sai che sei vivo.

Respira e sai che tutto ti aiuta.

Respira e sai di essere il mondo.

Respira e sai che pure il fiore respira.

Respira per te stesso e respiri per il mondo.

Inspira compassione ed espira gioia.

 

Respira e sii uno con l’aria che respiri.

Respira e sii uno col fiume che scorre.

Respira e sii uno con la terra che calpesti.

Respira e sii uno col fuoco che arde.

Respira e interrompi il pensiero di nascita e morte.

Respira e vedi che l’impermanenza è vita.

 

Respira per la gioia di essere stabile e calmo.

Respira per il dolore che scivola via.

Respira per rinnovare ogni cellula del tuo sangue.

Respira per rinnovare le profondità della coscienza.

Respira e prendi dimora nel qui e ora.

Respira e ciò che tocchi sarà nuovo e reale.

 

– Sister Annabel Laity –

di Alessandra Dechigi

Commento di Barbara Damiani
 
Insieme a me hanno condiviso questa esperienza Massimo Olivieri e Roberta Fucilli.
 
“Ho sempre pensato che lo Yoga fosse un sollievo da regalare alla mia vita e da quando sono insegnante anche ai miei allievi, e da quando partecipo come insegnante della Federazione alle lezioni presso l’ospedale IFO Regina Elena ho avuto la conferma del sollievo che lo yoga regala anche a persone che stanno attraversando una malattia importante.
L’esperienza di questi anni  mi ha insegnato che lo stress e la fatica della malattia si può alleggerire aiutando a ritrovare il respiro e

liberando la mente . Per questo per la giornata del sollievo abbiamo partecipato per regalare un momento di rilassamento guidato

e attenzione al respiro.
Le brevi sessioni che abbiamo condiviso in questa giornata, con pazienti, parenti, volontari e operatori dell’ospedale sono state seguite da sorrisi, abbracci e ringraziamenti,  e questo ci conferma ancora una volta l’importanza dello Yoga all’interno di un ospedale. ”      Barbara Damiani

SI RICOMINCIA!

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L’attesa è finita: il prossimo lunedì 13 maggio 2019 lo yoga torna all’IFO ospedale Regina Elena.

Il corso aveva subito una interruzione a causa di esigenze legate alla ristrutturazione di alcuni spazi della struttura.

I lavori sono terminati e gli insegnanti FIY unitamente ai partecipanti e ai volontari non vedono l’ora di ricominciare a praticare insieme.

Il sodalizio fra FIY e IFO continua nella comunione d’intenti: l’umanizzazione delle cure.

Così, finalmente, lunedì 13 maggio 2019 dalle 14.30 alle 16.00 l’appuntamento settimanale riprende e si rinnova.

Chiunque voglia partecipare può stendere il tappetino e condividere l’entusiasmo di essere ancora insieme ogni lunedì.

Buona pratica!

Alessandra Dechigi

INSEGNAMENTI

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di Alessandra Dechigi:

C’è bisogno di tempo per digerire gli alimenti del mondo.

C’è bisogno di tempo per metabolizzare un insegnamento.

Domenica scorsa sono stata nutrita parecchio, al limite “dell’indigestione”. La mia “tazza” era colma e sicuramente non grande abbastanza da contenere tutto ciò che scaturiva incessantemente dall’ incontro generoso con Swami Atmapriyananda.

Una frase resta brillante dentro di me che ha lasciato un’impronta forte che solo ora, a distanza di giorni, riemerge in tutta la sua forza: “Non siate mendicanti di gioia, ma siate i vostri stessi sovrani.”

E’ così che mi sento oggi: sovrana.

Una sensazione bellissima, rotonda, piena. Mi stupisco di non averla mai colta in modo così ampio e in questa ampiezza mi tornano alla mente altre frasi, altre verità ed il nutrimento ricevuto dallo Swami, quasi “esagerato” nell’immediatezza, rivela tutta la sua benefica potenza.

Sento la mia anima più tonica, flessibile e sana. Mi mancano parole appropriate per descrivere bene la rigenerazione che provo. Devo ricorrere a metafore che però sono troppo parziali….

Così, da sovrana come mi sento oggi, decido di ritirarmi in silenzio nel mio enorme spazio, come un bambino che ama la propria compagnia.

Ringrazio Swami Atmapriyananda della sua generosità e mi sento fortunata di averlo trovato sulla mia strada e mi auguro di poterlo incontrare di nuovo.

Alessandra Dechigi

Domenica 10 marzo 2019 ore 09:00 – 12:00 Evento straordinario presso Ambasciata dell’ India a Roma

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Domenica 10 marzo 2019 ore 9.00 – 12.00

presso la Sala Conferenze dell’Ambasciata dell’India a Roma

Via XX Settembre, 5 – Roma

COMMENTI SULLA GITA

a cura di Swami Atmapriyananda.

Appuntamento da non perdere dedicato agli insegnanti e agli allievi della Federazione Italiana Yoga.

Preghiamo di confermare la presenza contattando yogaroma@yogaroma.it

-Incontro valido per l’appartenenza all’Albo FIY e la formazione continua ASSOYOGA Italia.

Swami Atmapriyananda  ricopre la carica di Vice Chancellor (Presidente) della Ramakrishna Mission Vivekananda Istituto di Ricerca e Educazione con sede aCalcutta in India. Swami Atmapriyananda ha conseguito un dottorato in Fisica Teorica e oltre ad essere profondo conoscitore del patrimonio spirituale indiano, delle scritture e testi filosofici e spirituali, è anche esperto di sanscrito: antica lingua indiana.

Ha insegnato fisica ed ha condotto corsi di spiritualità indiana per quasi quattro decenni, formando migliaia di seri ricercatori spirituali e pensatori filosofici. Tiene conferenze e corsi in India e all’estero come esperto della filosofia e della spiritualità indiana con una visione moderna e scientifica, adatta anche agli occidentali

La Missione Ramakrishna ( RKM ) è un’organizzazione religiosa e spirituale indù che costituisce il nucleo di un movimento spirituale mondiale noto come Movimento Ramakrishna o Movimento Vedanta . La missione prende il nome ed è ispirata dal santo indiano Ramakrishna Paramahamsa e fondata dal primo discepolo di Ramakrishna Swami Vivekananda il 1 maggio 1897. L’organizzazione principalmente propaga la filosofia indù del Vedanta – l’ Advaita Vedanta e quattro ideali yogici – jnana, bhakti, karma e Raja Yoga .

Oltre all’istruzione religiosa e spirituale, l’organizzazione svolge un’intensa attività educativa e filantropica in India. La missione basa il suo lavoro sui principi del karma yoga , il principio del lavoro disinteressato fatto con dedizione a Dio. La Missione Ramakrishna ha centri in tutto il mondo e pubblica molti importanti testi indù. Le sue opere vanno dall’assistenza medica nei villaggi rurali e nelle città, all’educazione in università per famiglie povere che non potrebbero sostenere i costi per l’educazione dei loro figli.

PRATICA e QUOTIDIANITA’

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di Monica Fava

Sveglia ore 5.30, un buon bicchiere d’acqua e srotolo il tappetino.

Fuori ancora una città immersa nel buio, ovattata nel mantello di silenzio e che permette all’ immaginazione di vagabondare senza alcun freno.

Accanto a me anche il cuscino da meditazione, il mio adorato quaderno e la penna e i miei due gatti, spettatori della mia pratica quotidiana.

I piedi si adagiano nudi sul tappetino ed ecco emergere, in un attimo, la sensazione di libertà che percepisco ogni mattino in cui decido di lasciare fluire il corpo attraverso il respiro.

La pratica inizia libera da schemi, senza pensieri che si affollano, senza limiti se non quelli del mio corpo ancora addormentato in qualche muscolo; gli asana si inseguono lenti,  prima assonnati, poi sempre più consapevoli.

Il respiro diventa profondo, cosciente, presente come la mia volontà e asana dopo asana ritrovo il corpo flessibile, la mente leggera e il cuore colmo di felicità.

Ebbene sì, perché quando sono sul tappetino io mi sento autentica.

Il cuscino da meditazione diventa il monte in cui mi rifugio dopo la pratica.

Scelgo ardha padmasana, la posizione del mezzo loto, per immergermi nella respirazione a narici alterne, nadi sodhana, per riportare il respiro nel giusto equilibrio e  poi chiudere gli occhi, adagiare le mani sulle ginocchia e portare l’attenzione, la concentrazione in chidakasha e lasciarmi andare alla meditazione.

La sveglia sul cellulare mi richiama alla realtà, sono le 7, è ora di prepararmi per una nuova giornata di lavoro, con la consapevolezza di poter affrontare gioiosamente qualunque cosa la vita mi porta e mai da sola.

Om shanti

Monica Fava