Gli allievi raccontano…

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Yoga e meditazione -Oasi Francescana – novembre 2019

Il mio problema è la costanza, non ne ho soprattutto per tutto ciò che riguarda il mio benessere. Vivo tutto con la massima intensità però, nel caso del bene è quindi un vantaggio.  Il meeting che si è svolto nell’Oasi Francescana di Vicovaro Mandela ne è un esempio, mi ha ricaricato di una nuova linfa e per tanti motivi.  Sicuramente il luogo, ad un passo da Roma in un contesto intriso di storia di santi ed eremiti e che ha ospitato anche San Benedetto. Un atmosfera mistica che mi ha subito predisposto come credente  ad accoglierete il silenzio, che fin da ragazzina ho sperimentato essere il miglior canale di dialogo con se stessi e con la realtà superiore che ci governa. Abbiamo subito iniziato a lasciar andare il superfluo ed in un luogo così essenziale ti rendi conto che è proprio tanto il superfluo da far scivolare via. E ci siamo concentrati sul qui ed ora. Liberi dal passato e dai pensieri sul futuro. Poi le persone, la sintonia con alcune persone amiche ed altre sconosciute, ma incredibilmente speciali, aiuta a far sì che “ l’anima canti” e lo fa meglio e forse più forte perché come ha più volte ripetuto Massimo, ogni anima sa cantare ma si avvantaggia dell’energia positiva che la circonda.  Su questa base si è svolto un intenso e profondo lavoro condotto dai maestri di yoga Massimo e Porzia. Eravamo in 30 e temevo distrazioni ma l’attenta conduzione ed il livello di intensità umana presente hanno consentito un attento e partecipato lavoro individuale e di gruppo.

Il gong è stato un altro protagonista di rilievo. Imponente e magico, timorato da alcuni e atteso da altri, ha dato vibrazioni ad ogni atomo delle nostre cellule, stimolandole, riequilibrandole e purificandole.

Tornare alla quotidianità dopo 36 ore così ti pone in una prospettiva completamente diversa. Ti rallenta i ritmi, apre ad accogliere la positività, ad offrire e restituire l’energia positiva, a saper apprezzare le infinite cose belle che in una giornata accadono o hai l’opportunità di osservare come un alba, un tramonto, il sorriso di un incontro casuale.

Quindi ringraziare perché nulla è scontato e infine condividere perché quando ti accade qualcosa di positivo non puoi tenerlo solo per te. Ed è contagioso.

Ellesse

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