Chiusura dell’ anno al Polo Oncologico di Roma

Postato il Aggiornato il

Di : Barbara Damiani

La Federazione Italiana Yoga chiude l’ anno all’ interno del Polo Oncologico di Roma Regina Elena e San Gallicano

5 Giugno 2017 lezione condivisa Massimo, Francesca, Barbara e Porzia

Ultima lezione per questo anno, ci sono 10 allieve di cui 4 persone ricoverate .

Dopo una breve introduzione con la lettera di saluto del presidente della Federazione Italiana Yoga Eros Selvanizza iniziamo la nostra pratica da sdraiati a terra

 

Massimo introduce la pratica con un breve rilassamento iniziale:

Osserviamo con gli occhi della mente il proprio corpo al pavimento. Proviamo a mantenere gli occhi chiusi per poter rimanere concentrati sul contatto del nostro corpo e del nostro respiro. I piedi sono rilassati, le gambe leggeremente distanziate per rilassare la muscolatura centrale delle cosce. Le braccia rilassate, il dorso delle mani a terra.

Le spalle devono essere completamente rilassate e appoggiate a terra. Rilassiamo i muscoli dietro il collo, i muscoli ci devono suggerire rilassamento.  Osserviamo il nostro corpo in questa fase iniziale per poterlo poi confrontare nel rilassamento finale e registrare le differenze.

Ed ora entriamo in contatto con il nostro respiro, osserviamo il respiro che entra nelle narici all’inspiro ed esce dalle narici all’espiro.

Il nostro corpo è pronto ora per iniziare la pratica degli asana

Francesca inizia la pratica da sdraiati:

Iniziamo i nostri movimenti cercando di ritrovare prima l’appoggio a terra del tratto lombare piegando le ginocchia e poggiando i piedi a terra

Portiamo la coscia destra verso l’addome e le mani intrecciate sulla rotula destra all’espiro avviciniamo il ginocchio destro al petto e all’inspiro lo allontaniamo tenendo il contatto delle mani sulla rotula

Lasciamo la nostra mente sintonizzata con il movimento e ripetiamo e ripetiamo con la gamba destra e poi con ambedue le gambe. Caviglie dita dei piedi rilassati come se le nostre  braccia siano un anello di lana che quando allontaniamo il ginocchio  si distende e quando espiriamo e avviciniamo la coscia al petto si allenta.

Pieghiamo nuovamente le gambe appoggiando i piedi a terra e portiamo le braccia aperte verso l’esterno con il palmo delle mani a terra, all’inspiro allontano le lombari da terra spingendo con i polpastrelli al pavimento, all’espiro retroversione del bacino il tratto lombare viene attaccato al pavimento

Portiamo i gomiti piegati con le mani intrecciate dietro la nuca, e iniziamo una sequenza di movimenti all’espiro chiudiamo le ginocchia al petto soll

 

 

Afferriamo con la mano il gomito opposto, portiamo le braccia in questa posizione sull’addome e all’inspiro solleviamo il bacino in setubandhasana e le braccia sopra la testa e all’espiro riportiamo la colonna al pavimento vertebra dopo vertebra .

 

Barbara continua la pratica in piedi:

Lentamente ci portiamo sul fianco destro e lentamente ci portiamo con i piedi a terra il busto verso il basso distendiamo lentamente le gambe mantenendo le ginocchia leggermente flesse. E poi inspirando srotoliamo la nostra colonna fino a portarci in piedi nella posizione di Tadasana

In questa posizione sentiamo il radicamento dei piedi a terra, la parte inferiore del corpo diretta verso il basso, e la parte superiore rivolta verso l’alto

Manteniamo

 

per qualche respiro visualizzando con gli occhi della mente l’immagine della montagna, forte e stabile

Ed ora mantenendo l’attenzione alla stabilità del nostro corpo liberiamo una respirazione in tre tempi all’inspiro abbinato a tre movimenti delle braccia , si sollevano prima le braccia in avanti, poi verso l’esterno e poi verso l’alto ed espirando riportiamo le braccia lungo il corpo.

Portiamo il piede destro in avanti e all’inspiro pieghiamo il ginocchio destro e portiamo le braccia verso l’alto portandoci con il nostro corpo nella posizione di Virabadrasana

Dopo alcune volte in dinamica proviamo a mantenere la posizione nell’immobilità respirando e entrando in contatto

 con il nostro guerriero interiore, viviamo la posizione nella stabilità, nella forza aiutandoci con il nostro respiro. Ripetiamo anche con l’altra gamba

Riportiamoci nella posizione di tadasana diviarchiamo le gambe della larghezza del bacino, piedi paralleli  e prepariamoci alla posizione della sedia uktatasana, prima in forma dinamica inspirando portiamo le braccia verso l’alto ed espirando pieghiamo le ginocchia e sediamoci nella posizione, continuiamo in forma dinamica alcune volte e poi manteniamo la posizione in forma statica… sosteniamo la posizione mantenendo il contatto con il nostro respiro. Possiamo anceh afferrare con le mani i gomiti opposti per permettere maggiormente l’apertura del torace

 

Per sciogliere la posizione inspirando distendere le gambe e sollevare i talloni portandoci  sulle punte dei piedi, nella posizione della palma

Lentamente all’espiro portiamo i talloni a terra e facciamo scendere le spalle verso il basso

Riportiamoci sdraiati a terra per terminare con il rilassamento finale.

 

Porzia guida il rilassamento finale:

Prendo contatto con i punti di appoggio al pavimento in particolare il punto di contatto della nuca, scarich

iamo in questo punto tutte le tensioni, i pensieri e rilassiamo il nostro corpo. Riprendiamo la posizione di savasana che abbiamo

 

imparato all’inizio della pratica con tutti i particolari suggeriti.

Osserviamo il nostro respiro e visualizziamo con gli occhi della mente un colore, se il colore è trop

 

eviamo la testa e le spalle e chiudiamo i gomiti in avanti ed inspirando in tre tempi torniamo con i piedi a terra, prima le punte dei piedi e poi i talloni, poi la testa ed infine i gomiti a terra.

po scuro schiariamolo facciamolo diventare più chiaro e delicato. Tutto intorno a noi si riempie di questo colore

anche l’aria intorno a noi ogni volta che inspiriamo l’aria colorata entra dentro di noi e ogni volta che espiriamo l’aria colorata si diffonde intorno a noi.

L’aria colorata si espande, si diffonde in noi così respirando l’aria colorata raggiungiamo tutto il nostro corpo, le gambe, le braccia, la nostra testa. Respiriamo l’aria colorata, riempiamo il nostro corpo di questo colore luminoso, fino a che il corpo sarà pieno di questo colore e non potrà trattenere e  questo colore si diffonderà intorno a noi e usciranno dal nostro corpo anche i pensieri pesanti, lasciando soltanto questo colore brillante dentro di noi e  intorno a noi si crea  un alone che ci fa sentire protetti, ci fa sentire in armonia. Una nuova vita sentiremo nascere dentro di noi.

Rimaniamo per qualche respiro in contatto con questa immagine di colore, poi riprendiamo contatto con il nostro corpo prendiamo coscienza del nostro corpo sdraiato sul tappetino, muoviamo le dita delle mani dei piedi, osserviamo il nostro respiro spontaneo, e riprendiamo in modo gentile la nostra posizione seduta..

Per terminare ci mettiamo in cerchio per far risuonare il mantra OM, con le gambe incrociate sediamoci vicini portiamo la mano sinistra sul nostro cuore, la mano destra dietro la schiena del compagno nella proiezione posteriore del cuore del compagno. Proteggiamo il nostro cuore davanti con la nostra mano e dietro con la mano del compagno  e facciamo risuonare per tre volte il mantra OM.

Condizioni personali conclusive

 “… qualsiasi strada è solo una strada, e non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda:
Questa strada ha un CUORE? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l’altra no. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce “

Carlos Castaneda

Questo brano mi sta accompagnando in questi ultimi anni nei momenti difficili o quando devo intraprendere una cosa nuova o devo decidere se l’esperienza può essere significativa nella mia vita o lasciarla andare.

Con questo spirito ho iniziato l’esperienza presso l’IFO.

Era qualche anno che desideravo avvicinarmi a questa realtà, e poterlo realizzare mi ha reso molto felice.

L’esperienza di quest’anno presso l’IFO non poteva concludersi in modo migliore, la pratica condivisa con gli altri insegnanti della Federazione Italiana Yoga è stato il sigillo di tutto questo anno.

E’ stato un percorso impegnativo, prima come assistente e poi come insegnante e poter condividere la pratica con gli amici insegnanti del gruppo è stato un regalo per il mio percorso di insegnante e praticante Yoga.

Insegnare in questo contesto si è rilevato molto intenso e penso di aver ricevuto molto di più di quello che sono riuscita a donare, i sorrisi di questi allievi “speciali”  alla fine della pratica, gli abbracci scambiati sono stati una conferma della funzione terapeutica dello yoga.

Ho avuto molti allievi in questi anni di insegnamento anche situazioni di sfida, persone “speciali”, disabili, ognuno diverso con la sua storia il suo vissuto che a volte ho conosciuto,  a volte no. Ognuno con una motivazione diversa, ma tutti con il desiderio di trovare un benessere non solo fisico, ma anche interiore, mentale, emozionale.

Questa volta la difficoltà, la motivazione principale del disagio è nota anche prima di conoscerci, di entrare in confidenza, e la cosa più bella è che nulla ci differenzia, pratichiamo per la gioia di praticare, viviamo l’esperienza dello yoga senza preoccuparci di chi siamo, dove siamo, delle difficoltà che viviamo, della malattia.

L’immagine della nostra mente come un cielo azzurro mi ha accompagnato in questa esperienza

per tutto l’anno, le nuvole, i nostri pensieri e preoccupazioni,  non ci devono distogliere dallo sguardo del cielo azzurro, da quello spazio di gioia e pace interiore che tutti noi abbiamo. E che possiamo ritrovare con la pratica dello Yoga.

Il desiderio, come insegnante, è di poter donare un momento in cui le nuvole si allontanano e si vede questo bel cielo azzurro che, nonostante la difficoltà, ci accompagna sempre.

Ringrazio gli allievi, soprattutto quelli ricoverati, che si sono fatti coinvolgere nella partecipazioni delle pratiche.

Ringrazio Porzia e il gruppo di insegnanti della federazione Francesca, Fabio, Massimo, Floriana e Gioia con cui ho condiviso l’esperienza per tutto l’anno.

Ringrazio la mia incoscienza, la curiosità, il non fermarsi nel “non ho tempo”, il coraggio di lanciarsi in una cosa nuova che mi fa vivere esperienze che mi riempiono il cuore, credo che anche in questo caso il lasciarmi coinvolgere in questa esperienza mi ha ripagato e mi conferma che lo yoga nella mia vita è una strada che ha un CUORE.

Barbara Damiani

3 pensieri riguardo “Chiusura dell’ anno al Polo Oncologico di Roma

    Marisa Fausti ha detto:
    23 giugno 2017 alle 9:51

    Siete eccezionali! Solo in cuore grande e l’amore per lo Yoga possono spingere a condividere la bellezza di una pace della mente con chi ne ha più bisogno. Grazie! Om shanti
    Marisa

    "Mi piace"

    asparsa ha detto:
    24 giugno 2017 alle 13:13

    Carissima Barbara, bellissimo e luminoso! Il linguaggio del Cuore riesce a trasmettere l’inesprimibile. Tale sono le emozioni che tante splendide anime hanno fatto sbocciare in momenti unici e fuori dal tempo e dallo spazio.
    Grazie per il tuo articolo

    "Mi piace"

    […] Sorgente: Chiusura dell’ anno al Polo Oncologico di Roma […]

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