Che cos’è lo Yoga

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Di:  Pamela Bernardi 

yoga

Lo Yoga è una disciplina molto antica, che risale, secondo alcuni, a duemila anni avanti Cristo. E’ stata elaborata da alcuni saggi, chiamati Rishi attraverso l’esperienza diretta dello studio sul funzionamento del corpo e della mente umani. E’ una filosofia di vita che si propone di ( liberare) far uscire l’uomo dalla sofferenza : questo non vuol dire che facendo yoga non esistano più le difficoltà e il dolore,  lo yoga permette una nuova visione delle cose e quindi la capacità di affrontarle in un modo migliore , più chiaro e distaccato, rishinon più deformato dai nostricondizionamenti ,derivanti dall’educazione, dall’ambiente in cui siamo vissuti e in cui viviamo e dalle persone che abbiamo incontrato.

Lo Yoga è quindi una disciplina rigorosa, che rafforza il corpo e la mente, da fiducia in se stessi e fa affiorare l’energia positiva che è presente in tutti noi. Esistono molti tipi di yoga, ma quello che noi pratichiamo è l’ hatha yyoga-sun-salutation-surya-namaskar2oga o yoga psicofisico; che si basa su posizioni e sul controllo della respirazione che deve essere rieducata, deve diventare consapevole e guidare i movimenti.

Quello che noi proponiamo è quindi l’ hatha yoga, ma con lo sguardo sempre rivolto al raja yoga o yoga reale, esposto nel testo ” gli yoga sutra di Patanjali” , un autore vissuto forse nel II° sec.d.C., e che è il testo di riferimento più completo ed esauriente sullo yoga.

Lo Yoga di Patanjali è  L’ Astanga yoga o yoga delle otto membra, che sono appunto vari livelli attraverso cui giungere al samadhi, o stato di beatitudine, lo stato di coscienza finale a cui conduce lo yoga.

I primi due livelli di questo yoga sono yama e niyama, regole di comportamento verso gli altri e verso se stessi, regole da osservare, non perchè imposte come i comandamenti da un  Dio che poi ci giudicherà, ma che hanno lo scopo di farci sentire più sereni , in pace con noi stessi e quindi più felici. Il primo degli yama è ad esempio ahimsa, la non violenza, che Gandhi aveva messo alla base del suo pensiero e della sua azione politica, riuscendo ad ottenere l’indipendenza del suo paese attraverso la resistenza passiva. Il terzo yanga sono le asana, le posizioni fisiche a cui si giunge dopo una preparazione che ha lo scopo di sciogliere e riscaldare il corpo. Sono moltissime le posizioni, secondo alcuni testi addirittura ashtanga-yoga-poses-yoga-types84mila, hanno in genere nomi di animali, come ad esempio la posizione del cobra, nata dall’osservazione dell’animale quando è irritato e solleva la testa.Oppure nomi di divinità indiane, come ad esempio la posizione di Ganapati, Ganapatiasana: Ganapati o Ganesh è il nome del figlio di Parvati e Shiva. Rappresenta la nostra memoria filogenetica, è il protettore degli studenti e dei viandanti. E’ una delle forme divine più venerate in India a cui l’Indù si rivolge per qualunque cosa  voglia intraprendere, o ancora nomi derivanti proprio dall’osservazione della natura: la montagna ( tadasana), l’albero ( virkasana).

Il quarto livello è il pranayama cioè il controllo del respiro.

Il quinto il pratyahara, il ritiro dei sensi dall’esterno verso l’interno.

meditI livelli successivi sono costituiti da una capacità di concentrazione sempre più elevata fino a dimenticare i confini del proprio corpo e sentirsi tutt’uno con l’universo, parte integrante dell’universo, superando ogni dualità e ogni differenziazione tra noi e l’altro, ridimensionando il nostro ego sempre troppo espanso, che ci porta all’egoismo e alle molte forme di violenza che caratterizzano purtroppo la società odierna.

Molti pensano che per fare yoga bisogna essere capaci di fare posizioni acrobatiche, ma questo non è assolutamente vero, perchè il progresso nello yoga non sta nel fare posizioni difficili,ma nel fare posizioni semplici con la massima precisione e consapevolezza. Altri pensano invece che lo yoga consista nel restare per lungo tempo a gambe incrociate e immobili, anche questo è un pregiudizio perchè se è vero che nello yoga esiste anche la meditazione, che tra l’altro è una cosa molto diversa da come la intendiamo noi in occidente;a questo si giunge gradualmente e solo per alcuni, dopo un lungo periodo di pratica.

Attraverso l’ hatha yoga che noi proponiamo, si ottiene sul piano fisico l’elasticità delle articolazioni e della colonna vertebrale, così importante per evitare i disturbi che spesso ci affliggono. Si ottiene un migliore funzionamento organico : intestinale, epatico, cardiaco, ghiandolare, circolatorio. Sul piano mentale: un migliore controllo delle emozioni,un effetto benefico sul sistema nervoso, una maggiore capacità di concentrazione. Sullo yoga si può parlare molto a lungo, ma la cosa più importante è invece: la pratica, l’esperienza diretta, perchè, come dice il grande maestro di yoga Sivananda,  un medico che aveva abbandonato la professione per dedicarsi allo yoga: “meglio un grammo di pratica che una tonnellata di teoria“.

Infatti nello yoga non è importante capire, quanto essere capaci di ascoltarsi dentro, di percepire le sensazioni, i messaggi che il nostro corpo ci invia e che soprattutto noi occidentali presi dal vortice degli stimoli esterni non siamo più abituati a fare.

Pamela Bernardi

Un pensiero riguardo “Che cos’è lo Yoga

    Antonella Macrelli ha detto:
    15 febbraio 2016 alle 14:43

    Centrato in pieno. Brava, chiara, lineare . condivido .

    "Mi piace"

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