Riflessioni e sensazioni riguardo la mia esperienza all’ Ospedale Regina Elena.

Postato il Aggiornato il

Di Floriana Amati:

Prima di iniziare la relazione inerente la lezione di yoga condotta da Porzia Maria Favale all’ ospedale Regina Elena  alla quali siamo stati presenti come auditori io e Massimo, vorrei descrivere alcune mie sensazioni prima dell’incontro.

– Una nuova esperienza per me, bello provare quel leggero stato d’ansia collegato a qualche cosa di nuovo, qualche cosa che ci rimette in gioco. Prima come dicevo, c’è solo quella forma di ansia legata all’ attesa, e a qualcosa di cui non conosciamo il possibile risultato, c’è un momento, non lo nego, in cui mi sono chiesta ” perchè ?….., ma chi me lo ha fatto fare?….Ho già un’infinità di impegni, …tutte scuse che ti dai per il timore della non riuscita….poi però il desiderio della riuscita di questo fantastico progetto ed il credere fortemente che questo si possa attuare, , ha sgombrato la  mente da tutte le incertezze iniziali che avevo. D’ altra parte nella vita si può anche stare fermi, non tentare, non rinnovare….ma questo modo di vedere non fa parte di me…L’ aspetto sociale attraverso lo yoga è una formula vincente, intervenire portando una competenza e trasferendola con l’insegnamento, permettendo quindi a persone meno fortunate di te di appropriarsi di questo strumento per il benessere dell’animo e quindi del corpo…..è a dir poco magico. Ho già fatto esperienza di volontariato quando vivevo a Milano, insegnando yoga a persone della terza età ed in chemioterapia…. Esperienza estremamente positiva. Attraverso il volontariato ho trovato un nuovo spazio che non elimina il mio lavoro quotidiano ma che si aggiunge ed arricchisce in uno scenario completamente nuovo. Uno scenario dove la ricerca della conoscenza e del benessere non è solo un’esigenza o curiosità ma un vero e proprio bisogno.-

Ora passo all’aspetto pratico della lezione. Erano 10 i praticanti. Qualcuno ha scelto di praticare da seduti, altri sul tappetino….Inizio seduta con ascolto da parte dei praticanti  di un pensiero positivo” Niente e nessuno ci può disturbare”
Cielo e nuvole come immagini……la nuvola nera che scorre nel cielo e l’alleggerimento con sensazioni positive nel vederla scomparire all’ orizzonte……..
Fiducia nella vita…….
Ascolto del respiro, lasciar scorrere i pensieri che arrivano numerosi alla nostra mente, una mente fastidiosa, che può disturbarci………ma che può essere addestrata attraverso  vari strumenti, uno fra questi
il respiro………..
Entrare nell’ ottica del “non fare ” attraverso un breve rilassamento…..nella posizione di shavasana, sviluppare un senso di fiducia con il suolo che ci sostiene, un abbandono fiducioso in cui entriamo semplicemente……affidandoci….sentirci abbracciati dal suolo……in maniera molto naturale…sentendo il desiderio di ” fermarsi”……Attenzione del respiro portando le mani sull’addome………..ed ancora lasciar scorrere i pensieri, atteggiamento sorridente, viviamo lo spazio che sentiamo……non opponiamo resistenza nell affidarci……A fine rilassamento ascolto delle esperienze vissute. Sensazioni positive……Lavoro sul corpo:  supini sul tappetino, qualcuno ha lavorato seduto……raccoglimento delle ginocchia alternandole  al busto poi entrambe raccolte… a seguire alcuni movimenti liberi….dondolando sui lombi……Lavoro in piedi: presa di coscienza dell’ appoggio delle piante dei piedi sul pavimento….sviluppare un senso di radicamento al suolo con l’immagine che” sotto i nostri piedi ci siano delle radici”…..sentire bene l appoggio sotto l ‘alluce, sotto il dito piccolo sotto il tallone…..ginocchia leggermente flesse ma non rigide, lavoro su antero e retroversione del bacino con immagine della matita tra i glutei…….aggiustamento della postura, senso di verticalità…..leggero lavoro sullo scioglimento delle articolazioni con la domanda “Dov’ è il respiro?”…………questo per abituare il praticante a coordinare respiro e movimento. Lavoro sulle cervicali, movimento su e giù con la nuca…su guardo il cielo, giù guardo la terra…….rotazione della stessa in sincronia con il respiro. Movimenti lenti, per sviluppare la consapevolezza…..Lavoro sulle spalle, facendo dolcemente notare che esse portano il peso della nostra vita…….quindi dobbiamo fare in modo di renderle il più leggere possibili…..Lavoro sugli arti superiori, rotazione delle braccia……sentire lo spazio intorno a noi…..con affermazione positiva” prendiamoci tutto lo spazio di cui abbiamo bisogno”…….liberi nel movimento. Lavoro sulle mani……sui polsi….favorire  nel  praticante il ” sentire ” senza mettere l’accento sul ” fare, e come devo fare”……..Lavoro sullo spazio del cuore……..portare lì le mani ed osservare le sensazioni ed i pensieri che nascono da questo semplice ed umile gesto……sensazione di amore, generosità, di lietezza nella vita, di sorriso nell’accoglierla. Desiderio di dare ed abbracciare………..Lavoro sulle anche, scioglimento delle ginocchia,……sensazione di leggerezza e pesantezza lavorando sui piedi. Seduti: alcune brevi e semplici spiegazioni sul suono e le vibrazioni ed i suoi effetti di “scioglimento delle tensioni” nel corpo. L’importanza del “lasciare uscire” attraverso il suono.
Attraverso il canto della om far percepire al praticante le tre fasi della respirazione yogica:
canto della Om con mani sull’addome, sentire il respiro
canto della  Om con mani al lato della gabbia toracica, sentire come i muscoli pettorali si distendono e si rilassano attraverso il respiro….
canto della Om con mani sul collo, clavicole…
canto della sillaba M….mani sopra la testa, la sfiorano…..il suono produce energia…..sensazioni sul palmo delle mani…..
Breve meditazione riprendendo la frase positiva iniziale” niente e nessuno mi può disturbare”…….la sensazione di pace possiamo ritrovarla quando vogliamo, lasciando tutto fuori……attraverso lo strumento del respiro……visualizzare una piuma leggerissima sotto al naso che attraverso un respiro leggero non vola ……
Termine della seduta.
Condivisione dell’ esperienza……….sensazioni positive dei praticanti.
Tutto questo riguarda la mia prima esperienza come auditore.

– Oggi, posso aggiungere molto di più anche in veste di insegnante…l’ impegno che mi lega a tutto ciò è un impegno difficile ma nello stesso tempo leggero.  Difficile gestire le proprie emozioni con persone che combattono quotidianamente la malattia,  la morte, il non sapere cosa il futuro riserverà per loro….Eppure, nonostante ciò, nonostante il dolore,  si entra magicamente nelle sedute in maniera molto armoniosa, molto semplice…fino ad avvertire, durante la pratica, un vero afflato…un vero e grande noi, non io no tu, semplicemente noi…una forte empatia, una condivisione di emozioni e sensazioni che va ben oltre il nostro essere. Prima ho scritto anche della leggerezza che mi lega a questa esperienza. Vorrei chiarire. Tutte le volte che conduco le lezioni in ospedale, prima di iniziare e dopo la lezione, mi pervade una piacevole e profonda leggerezza, uno stato di benessere che si propaga in tutta me stessa come una macchia d’ olio investendo sfere riguardo la mia vita privata, e le relazioni con gli altri… Speranza, entusiasmo, gioia, felicità sono alcuni degli ingredienti che nutrono i nostri incontri in ospedale. La felicità è una qualità che è già in noi, così come la libertà e l’amore, sono elementi della nostra natura divina, ma forse non ne abbiamo ancora preso coscienza, dobbiamo scoprirli nel nostro cuore senza cercare altrove, e ci si rivelerà tutta la sua bellezza.  Reciprocamente diamo, reciprocamente offriamo la nostra esperienza, il nostro vissuto, in maniera anche silente ci raccontiamo.  Capita a volte, a fine seduta, che si sono lasciati così andare fino a dimenticare il loro stato attuale raccontandosi poi nelle sensazioni vissute…questo è un vero e proprio momento magico. Mi commuove sempre quando accade.  Ogni incontro è come  fosse il primo, mi piace questa esperienza che vivo assieme a loro; inoltre sento di ricevere tantissimo in confronto a ciò che umilmente riesco a dare.  Un dono ricevuto è la consapevolezza della gratitudine, oggi, anzichè buttarmi nella vita in modo disordinato, presto attenzione a ciò che essa mi offre, coltivo la gratitudine come un fiore prezioso, perchè è solo attraverso di essa che posso evitare ostacoli alla mia crescita costituiti dal dare tutto per scontato e prendere tutto come dovuto. In realtà nulla mi è dovuto, ma guardando attraverso il filtro della gratitudine, mi rendo conto di quanto mi viene dato.
Om shanti
Floriana Amati

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