Domenica 25 giugno : Ambasciata Indiana

Postato il

Di:  Alessandra Dechigi

 25 GIUGNO

“Saranno circa 250! Speriamo che ci entrino tutti…!”

Mi sono addormentata con questo pensiero in testa la sera di sabato.

E’ già domenica mattina. Il sole implacabile arroventa la città. L’afa è soffocante e anche le cose ordinarie come fare colazione e vestirsi sono faticose.

“Speriamo che ci entrino tutti!…”

Oggi è la giornata conclusiva della settimana dello yoga, l’evento che ci ha già riuniti il 20 giugno sul prato arido dei giardini dell’Auditorium.

Eravamo tanti martedì, ma anche lo spazio era tanto…oggi invece…sulla terrazza dell’Ambasciata Open Class al tramonto…”speriamo che ci entrino tutti…!”

Il dialogo interno inizia il suo gioco preferito: disturbare ogni azione, interrompere la concentrazione, insomma fare un rumore insopportabile.

E’ il momento di salire in macchina e arrivare in tempo all’appuntamento davanti al portone dll’Ambasciata.

“Speriamo che ci entrino tutti…!” Una cantilena alla quale mi sono arresa. Non combatto più. Quasi quasi

 la canterello e, come per incanto, la mente rivela ancora angoli di spazio per altri pensieri. Diversi. Un sollievo!

 

 

Non so come ho g ià trovato parcheggio. Sono in anticipo e vedo Alessia e Loretta che aspettano davanti al portone ancora

 

 

chiuso.

 

 

Mi sento chiamare. Porzia e Ida sono subito dietro di me. In anticipo anche loro. Poi ecco Barbara, Francesca e Dorothee. Siamo tutte.

 

Ci salutiamo davanti al grande portone dell’Ambasciata Indiana ancora inesorabilmente chiuso.

Guardiamo l’orologio e la tensione comincia a sciogliersi.

Siamo arrivate tutte in anticipo!

Durante quei minuti d’attesa il noioso dialogo interno cede il passo alla condivisione. Il caldo alla voglia di esserci. Poi il portone si apre.

Dentro l’Ambasciata fa fresco e i locali ristrutturati da poco, sono luminosi e accoglienti.

Ci cambiamo e scherziamo sulle magliette troppo strette o troppo larghe, ci scambiamo le attenzioni e gli ultimi ritocchi tipici delle donne insieme davanti ad uno specchio.

Sarà un evento fantastico!

Scoccano le h.18.00. Tanta, tanta gente comincia ad entrare. Ordinatamente si riempie la terrazza infuocata dal sole estivo. Poi si riempie la sala congressi e poi il cortile, insolitamente intimo e regale. C’è silenzio e armonia. Siamo tutti sorridenti e collegati.

Le presentazioni, gli auguri e poi inizia la pratica, all’unisono.

Siamo distanti solo nella disposizione, nella forma, ma vicinissimi…siamo tutti dentro. Siamo UNO.

“Tre volte benedetti sono coloro che, avendo scelto questo glorioso sentiero spirituale, lo stanno seguendo con diligenza, sincerità e grande serietà, non facendosi ingannare dalle passeggere apparenze esteriori.” – Swami Chidananda –

Riuniti in terrazza cantiamo sette volte OM.

I gabbiani e le rondini fanno eco.

Alessandra Dechigi

Chiusura dell’ anno al Polo Oncologico di Roma

Postato il Aggiornato il

Di : Barbara Damiani

La Federazione Italiana Yoga chiude l’ anno all’ interno del Polo Oncologico di Roma Regina Elena e San Gallicano

5 Giugno 2017 lezione condivisa Massimo, Francesca, Barbara e Porzia

Ultima lezione per questo anno, ci sono 10 allieve di cui 4 persone ricoverate .

Dopo una breve introduzione con la lettera di saluto del presidente della Federazione Italiana Yoga Eros Selvanizza iniziamo la nostra pratica da sdraiati a terra

 

Massimo introduce la pratica con un breve rilassamento iniziale:

Osserviamo con gli occhi della mente il proprio corpo al pavimento. Proviamo a mantenere gli occhi chiusi per poter rimanere concentrati sul contatto del nostro corpo e del nostro respiro. I piedi sono rilassati, le gambe leggeremente distanziate per rilassare la muscolatura centrale delle cosce. Le braccia rilassate, il dorso delle mani a terra.

Le spalle devono essere completamente rilassate e appoggiate a terra. Rilassiamo i muscoli dietro il collo, i muscoli ci devono suggerire rilassamento.  Osserviamo il nostro corpo in questa fase iniziale per poterlo poi confrontare nel rilassamento finale e registrare le differenze.

Ed ora entriamo in contatto con il nostro respiro, osserviamo il respiro che entra nelle narici all’inspiro ed esce dalle narici all’espiro.

Il nostro corpo è pronto ora per iniziare la pratica degli asana

Francesca inizia la pratica da sdraiati:

Iniziamo i nostri movimenti cercando di ritrovare prima l’appoggio a terra del tratto lombare piegando le ginocchia e poggiando i piedi a terra

Portiamo la coscia destra verso l’addome e le mani intrecciate sulla rotula destra all’espiro avviciniamo il ginocchio destro al petto e all’inspiro lo allontaniamo tenendo il contatto delle mani sulla rotula

Lasciamo la nostra mente sintonizzata con il movimento e ripetiamo e ripetiamo con la gamba destra e poi con ambedue le gambe. Caviglie dita dei piedi rilassati come se le nostre  braccia siano un anello di lana che quando allontaniamo il ginocchio  si distende e quando espiriamo e avviciniamo la coscia al petto si allenta.

Pieghiamo nuovamente le gambe appoggiando i piedi a terra e portiamo le braccia aperte verso l’esterno con il palmo delle mani a terra, all’inspiro allontano le lombari da terra spingendo con i polpastrelli al pavimento, all’espiro retroversione del bacino il tratto lombare viene attaccato al pavimento

Portiamo i gomiti piegati con le mani intrecciate dietro la nuca, e iniziamo una sequenza di movimenti all’espiro chiudiamo le ginocchia al petto soll

 

 

Afferriamo con la mano il gomito opposto, portiamo le braccia in questa posizione sull’addome e all’inspiro solleviamo il bacino in setubandhasana e le braccia sopra la testa e all’espiro riportiamo la colonna al pavimento vertebra dopo vertebra .

 

Barbara continua la pratica in piedi:

Lentamente ci portiamo sul fianco destro e lentamente ci portiamo con i piedi a terra il busto verso il basso distendiamo lentamente le gambe mantenendo le ginocchia leggermente flesse. E poi inspirando srotoliamo la nostra colonna fino a portarci in piedi nella posizione di Tadasana

In questa posizione sentiamo il radicamento dei piedi a terra, la parte inferiore del corpo diretta verso il basso, e la parte superiore rivolta verso l’alto

Manteniamo

 

per qualche respiro visualizzando con gli occhi della mente l’immagine della montagna, forte e stabile

Ed ora mantenendo l’attenzione alla stabilità del nostro corpo liberiamo una respirazione in tre tempi all’inspiro abbinato a tre movimenti delle braccia , si sollevano prima le braccia in avanti, poi verso l’esterno e poi verso l’alto ed espirando riportiamo le braccia lungo il corpo.

Portiamo il piede destro in avanti e all’inspiro pieghiamo il ginocchio destro e portiamo le braccia verso l’alto portandoci con il nostro corpo nella posizione di Virabadrasana

Dopo alcune volte in dinamica proviamo a mantenere la posizione nell’immobilità respirando e entrando in contatto

 con il nostro guerriero interiore, viviamo la posizione nella stabilità, nella forza aiutandoci con il nostro respiro. Ripetiamo anche con l’altra gamba

Riportiamoci nella posizione di tadasana diviarchiamo le gambe della larghezza del bacino, piedi paralleli  e prepariamoci alla posizione della sedia uktatasana, prima in forma dinamica inspirando portiamo le braccia verso l’alto ed espirando pieghiamo le ginocchia e sediamoci nella posizione, continuiamo in forma dinamica alcune volte e poi manteniamo la posizione in forma statica… sosteniamo la posizione mantenendo il contatto con il nostro respiro. Possiamo anceh afferrare con le mani i gomiti opposti per permettere maggiormente l’apertura del torace

 

Per sciogliere la posizione inspirando distendere le gambe e sollevare i talloni portandoci  sulle punte dei piedi, nella posizione della palma

Lentamente all’espiro portiamo i talloni a terra e facciamo scendere le spalle verso il basso

Riportiamoci sdraiati a terra per terminare con il rilassamento finale.

 

Porzia guida il rilassamento finale:

Prendo contatto con i punti di appoggio al pavimento in particolare il punto di contatto della nuca, scarich

iamo in questo punto tutte le tensioni, i pensieri e rilassiamo il nostro corpo. Riprendiamo la posizione di savasana che abbiamo

 

imparato all’inizio della pratica con tutti i particolari suggeriti.

Osserviamo il nostro respiro e visualizziamo con gli occhi della mente un colore, se il colore è trop

 

eviamo la testa e le spalle e chiudiamo i gomiti in avanti ed inspirando in tre tempi torniamo con i piedi a terra, prima le punte dei piedi e poi i talloni, poi la testa ed infine i gomiti a terra.

po scuro schiariamolo facciamolo diventare più chiaro e delicato. Tutto intorno a noi si riempie di questo colore

anche l’aria intorno a noi ogni volta che inspiriamo l’aria colorata entra dentro di noi e ogni volta che espiriamo l’aria colorata si diffonde intorno a noi.

L’aria colorata si espande, si diffonde in noi così respirando l’aria colorata raggiungiamo tutto il nostro corpo, le gambe, le braccia, la nostra testa. Respiriamo l’aria colorata, riempiamo il nostro corpo di questo colore luminoso, fino a che il corpo sarà pieno di questo colore e non potrà trattenere e  questo colore si diffonderà intorno a noi e usciranno dal nostro corpo anche i pensieri pesanti, lasciando soltanto questo colore brillante dentro di noi e  intorno a noi si crea  un alone che ci fa sentire protetti, ci fa sentire in armonia. Una nuova vita sentiremo nascere dentro di noi.

Rimaniamo per qualche respiro in contatto con questa immagine di colore, poi riprendiamo contatto con il nostro corpo prendiamo coscienza del nostro corpo sdraiato sul tappetino, muoviamo le dita delle mani dei piedi, osserviamo il nostro respiro spontaneo, e riprendiamo in modo gentile la nostra posizione seduta..

Per terminare ci mettiamo in cerchio per far risuonare il mantra OM, con le gambe incrociate sediamoci vicini portiamo la mano sinistra sul nostro cuore, la mano destra dietro la schiena del compagno nella proiezione posteriore del cuore del compagno. Proteggiamo il nostro cuore davanti con la nostra mano e dietro con la mano del compagno  e facciamo risuonare per tre volte il mantra OM.

Condizioni personali conclusive

 “… qualsiasi strada è solo una strada, e non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda:
Questa strada ha un CUORE? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l’altra no. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce “

Carlos Castaneda

Questo brano mi sta accompagnando in questi ultimi anni nei momenti difficili o quando devo intraprendere una cosa nuova o devo decidere se l’esperienza può essere significativa nella mia vita o lasciarla andare.

Con questo spirito ho iniziato l’esperienza presso l’IFO.

Era qualche anno che desideravo avvicinarmi a questa realtà, e poterlo realizzare mi ha reso molto felice.

L’esperienza di quest’anno presso l’IFO non poteva concludersi in modo migliore, la pratica condivisa con gli altri insegnanti della Federazione Italiana Yoga è stato il sigillo di tutto questo anno.

E’ stato un percorso impegnativo, prima come assistente e poi come insegnante e poter condividere la pratica con gli amici insegnanti del gruppo è stato un regalo per il mio percorso di insegnante e praticante Yoga.

Insegnare in questo contesto si è rilevato molto intenso e penso di aver ricevuto molto di più di quello che sono riuscita a donare, i sorrisi di questi allievi “speciali”  alla fine della pratica, gli abbracci scambiati sono stati una conferma della funzione terapeutica dello yoga.

Ho avuto molti allievi in questi anni di insegnamento anche situazioni di sfida, persone “speciali”, disabili, ognuno diverso con la sua storia il suo vissuto che a volte ho conosciuto,  a volte no. Ognuno con una motivazione diversa, ma tutti con il desiderio di trovare un benessere non solo fisico, ma anche interiore, mentale, emozionale.

Questa volta la difficoltà, la motivazione principale del disagio è nota anche prima di conoscerci, di entrare in confidenza, e la cosa più bella è che nulla ci differenzia, pratichiamo per la gioia di praticare, viviamo l’esperienza dello yoga senza preoccuparci di chi siamo, dove siamo, delle difficoltà che viviamo, della malattia.

L’immagine della nostra mente come un cielo azzurro mi ha accompagnato in questa esperienza

per tutto l’anno, le nuvole, i nostri pensieri e preoccupazioni,  non ci devono distogliere dallo sguardo del cielo azzurro, da quello spazio di gioia e pace interiore che tutti noi abbiamo. E che possiamo ritrovare con la pratica dello Yoga.

Il desiderio, come insegnante, è di poter donare un momento in cui le nuvole si allontanano e si vede questo bel cielo azzurro che, nonostante la difficoltà, ci accompagna sempre.

Ringrazio gli allievi, soprattutto quelli ricoverati, che si sono fatti coinvolgere nella partecipazioni delle pratiche.

Ringrazio Porzia e il gruppo di insegnanti della federazione Francesca, Fabio, Massimo, Floriana e Gioia con cui ho condiviso l’esperienza per tutto l’anno.

Ringrazio la mia incoscienza, la curiosità, il non fermarsi nel “non ho tempo”, il coraggio di lanciarsi in una cosa nuova che mi fa vivere esperienze che mi riempiono il cuore, credo che anche in questo caso il lasciarmi coinvolgere in questa esperienza mi ha ripagato e mi conferma che lo yoga nella mia vita è una strada che ha un CUORE.

Barbara Damiani

INTERNATIONAL YOGA DAY 20 giugno 2017 Open Yoga Class al Parco della Musica

Postato il Aggiornato il

La Federazione Italiana Yoga vi aspetta martedì 20 giugno 2017  dalle ore 18:00

presso i Giardini Pensili

dell’ Auditorium Parco della Musica in via Pietro De Coubertin , 30

per celebrare INSIEME

la Giornata Internazionale dello Yoga .

” Lo yoga è un prezioso dono dell’antica tradizione indiana. Incarna l’unità della mente e del corpo; Pensiero e azione; Restrizione e realizzazione; Armonia tra uomo e natura; Un approccio olistico alla salute e al benessere. Non si tratta di esercitare ma di scoprire il senso dell’unità con se stessi, il mondo e la natura. Cambiando il nostro stile di vita e creando coscienza, può aiutare nel benessere.

Lavoriamo verso l’adozione di una Giornata Internazionale di Yoga”. -Narendra Modi, Assemblea Generale dell’ ONU 

Dal giorno in cui All’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite  fu fatta questa dichiarazione ( 11 dicembre 2014) )  lo Yoga Day ( la giornata internazionale per lo Yoga) si celebra ogni anno il 21 di giugno.
Quest’ anno   l’ Ambasciata Indiana a Roma dedicherà  allo Yoga Day un’ intera settimana di celebrazioni.
La Federazione Italiana Yoga vi aspetterà Martedì 20 giugno dalle ore 18:00 presso i giardini pensili dell’ Auditorium Parco della Musica per celebrare insieme con una OPEN YOGA CLASS aperta a tutti.  
Preghiamo tutti i partecipanti di indossare per la pratica una semplice t-shirt bianca.
Al fine di aiutarci ad organizzare al meglio il pomeriggio preghiamo tutti coloro che interverranno di lasciare il proprio nome cognome ed e-mail compilando il modulo di seguito:

30 settembre e 01 ottobre 2017: Yoga al Lago

Postato il

A Sabaudia c’è un bellissimo lago salmastro separato dal mar Tirreno da una lunga striscia di dune di sabbia fine e circondato da bosco fitto e macchia mediterranea.

E’ il il Lago di Paola, anche conosciuto come lago di Sabaudia, è solo il primo (ed il più grande) di una serie di quattro laghi costieri nel Parco Nazionale del Circeo, tutti salmastri e tutti a ridosso del mare che costituiscono una zona naturalistica di interesse internazionale.

Le sponde del lago di Paola sono frastagliate e movimentate da 5 bracci che sono il ricordo di cinque antichi fiumi.

Un autentico paradiso nel cuore del  Parco Nazionale del Circeo,  unito alle acque turchesi del mare da un canale….. Un paradiso fatto di colori, profumi, albe e tramonti spettacolari specchiati dall’ acqua….

Sarà questo il magico scenario che ospiterà il nostro appuntamento  di

Yoga al lago di fine estate -inizio autunno.

La location esclusiva del “San Francesco Charming Hotel ****”  farà da cornice al nostro stage di Yoga al Lago , che si svolgerà nei magnifici giardini dell’ hotel sull’ esclusiva spiaggia privata affacciata sulle rive del lago e in una sala dedicata all’ interno della location.

Lo stage di Yoga al Lago, uno degli stage di yoga più amati dell’ anno, viene aperto quest’ anno con un grande anticipo per dare la possibilità di prenotarsi a chi non è riuscito ad entrare nel gruppo di Estate di Yoga ormai completo e chiuso già da molti giorni.

Il “San Francesco Charming hotel ****” con la pace dei suoi giardini affacciati sul lago e una natura incontaminata che appaga lo sguardo e i sensi, ospiterà le nostre pratiche yoga che come ogni anno in prossimità dell’ equinozio di autunno ci  porterà a lasciare andare i pensieri  insieme alle foglie che cominciano a cadere,

indirizzando l’ energia al nostro interno.

Corpo rilassato e mente tranquilla come la superficie del lago, un’ immersione nella mente, per raggiungere il proprio SE’.

L’ Hotel metterà a nostra disposizione il kit benessere di accappatoio e ciabattine per accedere nelle pause al magnifico centro benessere dove ( su prenotazione)  c’è a disposizione la Tisaneria, la vasca idromassaggio con nuoto controcorrente , il bagno turco con cromoterapia, la zona massaggi-relax.

Potete richiedere il programma dettagliato gratuito compilando il modulo di seguito:

Ci Vuole Coraggio …

Postato il

CI VUOLE CORAGGIO   di Maria Palumbo

Da sempre il potere fa leva sulle nostre paure per dividerci,per metterci gli uni contro gli altri,per isolare chiunque sia diverso;ci vuole coraggio per vivere pacificamente nel mondo.

Il gesto buddista della mano aperta verso colui che si accoglie indica assenza di paura, ci vuole coraggio per l’accoglienza.

Ci vuole coraggio per la non violenza, lo stesso Gandhi affermava che  AHIMSA non deve essere una scusa per i vigliacchi;la  non violenza può essere veramente vissuta appieno solo da chi non ha più paure,pronto a farsi uccidere perché il suo ego è nulla rispetto al Sé divino che alberga in lui.

Affermava Kabir,il Santo Tessitore di Benares;:”sono entrato nella gioia perfetta non ho più paura e non sono più causa di paure”

Essere coraggioso non significa essere incoscientemente impavidi: il coraggio implica passare attraverso la paura.

Qualsiasi azione implica una certa dose di coraggio, differente per ciascuno di noi.

Il coraggio è quella qualità dell’anima che ci permette di oltrepassare i confini del nostro piccolo mondo conosciuto ed affrontare con fiducia anche ciò che ci spaventa cercando di fare la cosa giusta,di compiere la giusta azione.

B.G.cap.II,ver.48  “Saldamente stabilito nello yoga,compi la tua azione libero dall’attaccamento,imperturbabile nella sconfitta e nel successo. Yoga significa equanimità.”

E due versetti dopo: “Colui che mediante l’intelligenza ha raggiunto l’Unione si eleva sopra il bene e il male. lotta dunque per realizzare lo yoga. lo Yoga è l’abilità nelle opere ” è la perfezione nell’azione.

Scegliere l’azione giusta al di là del proprio egoismo richiede coraggio,coraggio consapevole maturato  nella propria interiorità,coraggio che nasce ,cresce ed è alimentato dalla pratica nella fermezza,fiducia,integrità,amore.

Lettera di San Paolo ai Romani “Quanti si lasciano guidare dallo Spirito si occupano di quel che vuole lo Spirito. Quanti si lasciano guidare dalla propria debolezza cercano di soddisfare il loro egoismo.”

“Secondo la capacità che Dio ci ha dato,noi abbiamo compiti diversi .Se abbiamo ricevuto il dono di aiutare gli altri,aiutiamoli! Chi ha avuto il dono dell’insegnamento,insegni. Chi il dono di esortare,esorti. Chi dà qualcosa agli altri,lo faccia con semplicità. Chi ha responsabilità nella comunità,dimostri cura e diligenza. Chi aiuta i poveri lo faccia con gioia.””Amatevi gli uni gli altri come fratelli”

La vita che Paolo descrive nella lettera ai Romani è come una continua azione di culto: i nuovi credenti non sono schiavi della mentalità di questo mondo,pur vivendo in tanti modi diversi, rimangono sempre nell’unità e nell’amore vicendevole; sono attenti e sensibili alle necessità del prossimo.

L’essenza di ogni via spirituale  è l’Amore che nasce dalla consapevolezza dell’Unità

Ci vuole  Coraggio temprato  dalla  Saggezza perchè  fiorisca quell’Amore che sconfigge ogni paura.

Maria Palumbo

 

Scoprire nell’ Asana il Silenzio che è voce dell’ anima e pace della mente

Postato il

Di   Purnima Scognamiglio

“Siedi ai bordi dell’aurora, per te sorgerà il sole. Siedi ai bordi della notte, per te

brilleranno le stelle. Siedi ai bordi del torrente, per te canterà l’usignolo. Siedi ai bordi del silenzio, Dio ti parlerà” Vivekananda

Questa famosa poesia ci conduce all’ascolto del silenzio, qualcosa di ineffabile e indescrivibile, per avvicinarci a Dio, al Divino, Allo Spirito, Energia, Verità.

Quando arriva il silenzio, concentriamoci su di esso, soffermandoci ad ascoltare la sua “voce”.

L’ascolto interiore è luce interiore.

Nella mia giovane vita artistica avevo scelto per me quella che Marcel Marceau aveva fatto della recita muta un’arte sublime.

Insegnare mimo mi ha permesso di ascoltare la musica del silenzio per liberare i cuori, sognare, volare ed eliminare la paura di entrare nel vuoto dei suoni.

Lo yoga ci porta ad ascoltare il silenzio ed a scoprire quelle parti di noi che non conoscevamo, a vivere lo stupore e la meraviglia di scoprire le risorse che abbiamo in noi e che ci sono sempre state, ad avere consapevolezza della nostra identità con la totalità dell’essere e del divino.

(“SO HAM – io sono Lui”)

La vita quotidiana ci porta ad una corsa continua. Dimentichiamo noi stessi e ci mettiamo al servizio di una vita tutta all’esterno con ritmi a volte impossibili.

Concedersi momenti in cui fermarsi ed ascoltarsi con amore, accoglienza e accettazione non sono altro che la nostra pratica yoga, quell’ asana che ci permette di scoprire quello spazio interiore di calma ed armonia, senza dover “apparire “.

STHIRASUKHAM ASANAM

“La   postura deve essere stabile e confortevole “

Questo aforisma di Patanjali si riferisce alla stabilità del corpo e della mente intesi come un tutto

Quando la stabilità fisica si unisce a quella mentale,allora si perviene ad uno stato di benessere.

Quando le asana vengono praticate nella giusta condizione di rilassamento muscolare, con riduzione di sforzi e assenza di tensione nelle articolazioni, nei muscoli e nei tendini, l’attenzione si volge all’infinito o semplicemente si concentra sul respiro.

L’abbandono di ogni sforzo, ritrarre la mente dal corpo e spostarla, indirizzarla sull’infinito, fa sì che venga meno la sensazione del corpo e ci si dimentichi del corpo stesso.

L’assenza di sforzo, la facilità di esecuzione e la mancanza di tensioni, unitamente alla consapevolezza, sono le caratteristiche dell’asana.

Ovviamente tutto ciò non è facile a causa delle resistenze del corpo stesso e del vagare della mente.

Il corpo e la mente vanno allenati e mantenuti in buona salute al fine di instaurare l’equilibrio.

Secondo l’hatha yoga le asana contribuiscono a plasmare il corpo e la mente, rendendoli stabili e a prepararli per progredire nello yoga nel cammino spirituale.

KURYAT TADASANAM STAIRYAM AROGYAM CANGALAGHAVAM

“La postura deve produrre stabilità, salute e leggerezza delle membra

Eliminando l’instabilità nelle diverse parti del corpo le asana ne ristabiliscono un armonioso funzionamento e realizzano l’integrazione del sistema nervoso.

La mente si mantiene in una condizione in cui non esistono pensieri e si calma l’attività corticale per tutto il tempo del mantenimento dell’asana, e quindi non vi sono interferenze disturbanti a livello emozionale o intellettuale.

Purtroppo molte persone considerano le asana soltanto come esercizi fisici da palestra e perseverano nell’abitudine di eseguire movimenti rapidi e faticosi producendo riscaldamento e sudorazione a causa dell’eccitazione del sistema nervoso simpatico.

Le asana vengono quindi praticate come esercizi isotonici dinamici), ripetuti più volte, addirittura di scatto, senza mantenimento della postura ma, sebbene eseguite in questo modo possano migliorare l’energia e la resistenza del corpo, eccitando l’attività del simpatico e producendo uno sforzo a livello cardiovascolare, producono consumo di energia e affaticamento.

Quando eseguiamo le posture e le manteniamo nel modo corretto, dolcemente e senza sforzo, diversi muscoli, tendini e articolazioni vengono gradevolmente stirati.

Questo stiramento passivo non supera i limiti naturali e i muscoli non oppongono resistenza pur mantenendo un tono a livello ottimale, o riducendolo considerevolmente a seconda dei gruppi muscolari interessati dal modello posturale.

Quando il tono muscolare non influenzato dagli stati emotivi o dalla condizione psichica del soggetto si riduce, le tensioni emotive si riducono e ci si rilassa profondamente. Ogni squilibrio del tono muscolare viene rimosso come ad es. il tremore dovuto a conflitti emotivi, stress, tensioni ecc.

Le asana sono collocate all’inizio dell’apprendimento dello yoga.  Con una intensa pratica si può raggiungere la loro perfetta padronanza fino ad essere in grado di restare in una situazione meditativa   a lungo senza provare disagio.

Esse operano usando i centri inferiori della corteccia cerebrale, situati nel midollo allungato, nel cervelletto, nel mesencefalo e nei gangli basali. Questi centri inferiori operano al di sotto del livello di coscienza per mantenere la posizione mentre i centri superiori della corteccia non interferiscono. Ogni sforzo volontario da parte del corpo o della mente significa attività da parte dei centri superiori disturbando la normale attività dei centri inferiori, trasmettendo gli impulsi motori direttamente ai muscoli scheletrici portando a superare i propri limiti ad esempio nella flessione o nello stiramento, cosa che può provocare disturbi.

Occorre a volte lungo tempo per imparare ad eseguire le asana nella maniera corretta –yogica direi – Fino ad allora vengono imposti sforzi ai muscoli, alle articolazioni, ai tendini ecc.

Bisognerebbe abituarsi fin dall’inizio della pratica ad eseguire le asana lentamente e con dolcezza anziché in maniera isometrica, con contrazione prolungata dei muscoli con stiramenti attivi che aumentano le tensioni provocando disagi con affaticamento muscolare e tremori e aumentando l’impegno della circolazione e respirazione.

Una condizione ipertonica produce rigidità nelle articolazioni e tensione nei muscoli con sensazioni di dolore, disturbando l’esecuzione dell’asana poiché l’attenzione viene rivolta alla parte sofferente. La postura deve quindi essere assunta in modo gradevole e rilassato, riducendo al minimo lo sforzo.

Grazie allo stiramento passivo di muscoli e articolazioni si ottiene un effetto calmante sui nervi e si riducono le tensioni emotive. Si può così mantenere l’asana più a lungo, cosa fondamentale per ottenere il massimo beneficio sia sul corpo fisico che sui corpi sottili.
Ed è durante il mantenimento rilassato dell’asana che possiamo sperimentare quella condizione che ci permette di scoprire il mistero del silenzio in quell’ ordine della mente che genera quiete, serietà e profondità.

“Solo allora si può parlare di un volontario abbandono da parte del cervello del movimento estroverso e introverso, di un volontario lasciare la presa sul noto e sull’ignoto, sul visibile e sull’invisibile, così da fare spazio all’ infinito.” Vimala Taker

Purnima Scognamiglio    Roma , 21 marzo 2017

Rigenerazione del Benessere: Estate di Yoga 17 e 18 Giugno 2017

Postato il Aggiornato il

altoSabato 17 e domenica 18 giugno 2017 si terrà ESTATE di YOGA il W.E. delle  Quattro Stagioni  legapiscinayoga-allapertoto al Solstizio d’ Estate. Lo stage si terrà nel magnifico

“Relais Monastero di San Biagio****

Ospitato all’interno di un antico monastero nel suggestivo  Parco del Monte Subasio.

salaIl Relais San Biagio ospita un Centro di Rigenerazione Benessere e un laboratorio di rimedi naturali prodotti secondo le ricette degli antichi monaci erboristi.

Ed è proprio presso il Centro di Rigenerazione Benessere del Relais che è stato orgasala2nizzato, insieme ai responsabili di questo centro unico nel suo genere, un percorso personalizzato per il  gruppo  in abbinamento alle pratiche Yoga, all’ insegna di un w.e. Rigenerante sotto tutti i punti di vista.

La Rigenerazione rpiscina-illuminataiguarderà tutti e cinque i sensi , la natura incontaminata e le estese vegetazioni boschive che circondano il Relais  rappresentano un microclima ideale per rigenerare il corpo e la mente  ma, anche per volgere il proprio sguardo verso l’interno del proprio spirito e della propria coscienza.

Inoltre, ma non solo,

l’educazione e trattamenti del corpo con basamento di erbe officinali provenienti da antiche tradizioni e culture monastiche, contribuiscono ad un miglioramento immediato del proprio benessere fisico, intellettuale, ma soprattutto interiore.fonte-oligominerale

percorsobenessere

 

 

 

Il percorso rigenerante  nel Centro di Rigenerazione Benessere del Relais, inserito nel pacchetto proposto sarà  accompagnato da suoni rigeneranti :

giardinoverde

•   Accoglienza nella sala relax ottagonale con  Tisana Nobilis DREN   

•  Accesso alle due sale Tepidarium 37°e calidarium a 42°

•   Bagno nella fonte oligominerale calda con idromassaggio

tramonto2

Il gruppo sarà composto da max 20/22 partecipanti 

Potete richiedere il programma dettagliato

di questo speciale W.E. di Estate di Yoga

compilando il modulo di seguito: